HO COMPRATO una macchina che fa la pasta. Uno di quei piccoli lussi che addolciscono la vita e permettono di sognare, ogni tanto, che tutto può essere semplice e a portata di mano. Come la pasta fresca ogni giorno, alla maniera delle nonne o degli chef stellati. Ho appena scoperto che il modo migliore per far seccare la pasta fresca appena preparata per consumarla con comodo non è metterla nell’essiccatore (che per altro possiedo sic!), ma dentro l’abbattitore. A -18° per 6 o 7 minuti e il gioco è fatto. Comunque, tornando alla meravigliosa sensazione per il pensiero, e soprattutto per il palato, che viene dalla pasta appena fatta e cotta, devo dire che nella mia recente sperimentazione la palma della migliore va alle fettuccine a base di farina di farro. Il condimento con la polpa di pomodoro e il Parmigiano a scaglie è semplice, ma esalta la bontà della pasta e non ho ancora avuto voglia di cambiarlo.

Ogni piatto è davvero una gioia. Piccola, ma preziosa.
E poi sembra, e sottolineo sembra, che la farina di farro sia buona anche per la linea, quindi che chiedere di più?
Le dosi per fare la pasta sono incluse nel libro delle istruzioni – e per chi si trovasse a corto di ispirazione ci sono sempre i gruppi su fb a cui chiedere aiuto – ma il condimento rivelatore, oltre al pomodoro col Parmigiano, è olio evo e niente altro. Il sapore e il profumo del farro si fanno sentire in modo sottile ma insistente.
Provare per credere.


Il biscotto che ho chiamato Mediterraneo in onore dei suoi componenti è nato, come spesso mi capita, dal prendere una deviazione improvvisa e irresistibile lungo la strada della ricetta che avevo scelto di percorrere. Così è nato questo pasticcino dalla consistenza morbida, vagamente piccante (poteva mancare il peperoncino nel Mediterraneo?) e delicatamente sapida, una parentesi profumata nel quotidiano caotico delle mie giornate. Mentre lo componevo, pensavo più a tutto quello che per me significa Mediterraneo che al gusto, o alla consistenza, che avrei trovato alla fine. Ci sono gli agrumi figli del sole, le imprevedibili mandorle, un tocco sapido di noce, il peperoncino che non è nato nel Mediterraneo ma di sicuro ci ha trovato una terra consona e poi il sale che ricorda il mare che tutti ci congiunge, il miele più delicato fra quanti prodotti nelle nostre terre, un pugno di riso e i datteri, la memoria più antica delle oasi nel Magreb.
