una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


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Crema di mandorle, lime e cannella

Il mix sembrava intrigante, l’ho ‘incontrato’ in un articolo di una rivista dedicato all’uso delle spezie in cucina e ho deciso di replicarlo.

A memoria. Non avevo preso nota della grammatura per le spezie e nemmeno della quantità di crema di mandorle. Già scoprire che esiste una crema di mandorle pronta, per me è stata una sorpresa. E che sia pure deliziosamente sospesa come gusto fra il dolce e il sapido lo è stato ancora di più. Somiglia vagamente alla tahini, ma è molto meno densa e non provoca la stessa potente sensazione di pienezza in bocca.

Insomma, senza offesa per nessuno, a me piace di più, anche se davvero non la vedo vocata per accompagnare piatti salati.

Ma per creare sensazioni dove serve aggiungere giusto una nota di dolcezza, allora funziona. Eccome.

Tornando al mix con il lime e la cannella, probabilmente ho sbagliato le dosi, perché alla fine il risultato di questa salsa che doveva accompagnare pesce, verdure al vapore e carni bianche grigliate non è stato esaltante. Anzi, se qualcuno ne conosce le dosi e fosse così gentile da farmele avere lo ringrazierei, perché quando ho assaggiato la ‘mia’ salsa non sono stata entusiasta.

In compenso, ho scoperto che con la crema di mandorle spalmata sul pane tostato e spolverata di cannella ci si può fare una prima colazione che ti riconcilia con il mondo 🙂


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Insalata di spinacini con vinaigrette al lime e semi di zucca

DETTO IN TUTTA ONESTA‘, non credo che metterei mai l’insalata nell’elenco dei cibi confortanti. Nemmeno la lattuga che, specie con i suoi cuoricini croccanti, rimane a oggi la mia preferita. E allora perché ho preparato l’insalata di spinacini? Perché alla creatura piacciono gli spinaci e quando sono ‘baby’ li mangia anche crudi.

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Una scelta, la sua, che mi ha sempre incuriosito perché a me gli spinaci piacciono poco anche da cotti, figuriamoci da crudi. E invece… Rischio di ripetermi, ma alle preferenze alimentari di mia figlia devo dare più credito.

L’insalata di spinacini con la vinaigrette al lime è nata così, mettendo insieme le sue e le mie preferenze per creare un antipasto, o un contorno, assai gradevole, in particolar modo in questi giorni in cui il caldo fa desiderare cibi freschi o in cui può far piacere una variante ai sopracitati cuori di lattuga.

Gli ingredienti fondamentali, a parte gli spinaci in versione ‘baby’, sono i semi usati per accompagnare e arricchire l’insalata. Io ho usato quelli di zucca, lino, canapa e girasole, ma le varianti sono innumerevoli e si possono osare anche accostamenti con frutta secca e pezzettini di albicocche o mele senza alterare la piacevolezza al palato di questa insalata.

La vinaigrette al lime aggiunge un tocco frizzante ma morbido, meno invadente del limone o dell’aceto.

Emulsionate tre cucchiai di olio di oliva, una presa di sale, una macinata di pepe bianco fresco e il succo di un lime (se è poco succoso anche uno e mezzo) e poi condite l’insalata di spinacini e semi e servite subito.


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Fettuccine di farina di farro con pomodoro e Parmigiano

HO COMPRATO una macchina che fa la pasta. Uno di quei piccoli lussi che addolciscono la vita e permettono di sognare, ogni tanto, che tutto può essere semplice e a portata di mano. Come la pasta fresca ogni giorno, alla maniera delle nonne o degli chef stellati. Ho appena scoperto che il modo migliore per far seccare la pasta fresca appena preparata per consumarla con comodo non è metterla nell’essiccatore (che per altro possiedo sic!), ma dentro l’abbattitore. A -18° per 6 o 7 minuti e il gioco è fatto. Comunque, tornando alla meravigliosa sensazione per il pensiero, e soprattutto per il palato, che viene dalla pasta appena fatta e cotta, devo dire che nella mia recente sperimentazione la palma della migliore va alle fettuccine a base di farina di farro. Il condimento con la polpa di pomodoro e il Parmigiano a scaglie è semplice, ma esalta la bontà della pasta e non ho ancora avuto voglia di cambiarlo.

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Ogni piatto è davvero una gioia. Piccola, ma preziosa.

E poi sembra, e sottolineo sembra, che la farina di farro sia buona anche per la linea, quindi che chiedere di più?

Le dosi per fare la pasta sono incluse nel libro delle istruzioni – e per chi si trovasse a corto di ispirazione ci sono sempre i gruppi su fb a cui chiedere aiuto – ma il condimento rivelatore, oltre al pomodoro col Parmigiano, è olio evo e niente altro. Il sapore e il profumo del farro si fanno sentire in modo sottile ma insistente.

Provare per credere.


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Pane “morbido” con olio d’oliva e farina integrale

AVETE PRESENTE il pane da toast, versatile e profumato che funziona anche come pane per i tramezzini e per i club sandiwich? Mia figlia lo chiama il “pane morbido”, in chiara contrapposizione a quello che mangiamo di solito che ha la crosta esterna ed è, inevitabilmente, più ‘duro’. Un modo di dire che ha adottato nella prima infanzia e che è rimasto nella nostra quotidianità. Inutile aggiungere che è in assoluto il suo preferito, il che è dire molto visto che la creatura è una mangiatrice di pane convinta. Pane, grissini, cracker. schiacciate, focacce… tutto purché riccamente sotto forma di carboidrati complessi. A vedere le sue sembianze filiformi non si direbbe, ma il pane è una vera passione per lei.

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La mia avventura nel mondo del “pane morbido” è nata molto per rispondere alle sue richieste e un po’ alla mia curiosità di provare qualcosa di nuovo dopo tre mesi di pane tradizionale. La pandemia mi ha ‘regalato’ incertezze a piene mani e il mio modo per reagire a questo mondo così precario e sconvolto è stato tornare ai fondamentali, il pane prima di tutti.

L’incursione nel mondo del “pane morbido” è nata in questo ambito ed è andata bene e il risultato è piaciuto a tutti, soprattutto al babbo della creatura. La colazione col “pane morbido” è tutta un’altra storia…

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La ricetta che ho usato è quella tradizionale con doppia lievitazione, ho cambiato solo una parte della grammatura della farina, mettendo quella integrale al posto della farina di tipo 2 e non mettendo il latte nell’impasto, solo olio evo. Mi sembrava già parecchio ricco anche così.

Per dare la forma al “pane morbido” ho usato gli stampi da plum pudding, ma ho scoperto che una nota casa di pentole in ghisa ne ha di specifici per questo tipo di cottura e adesso li ho messi in cima alla lista dei desideri. Hanno persino colori attraenti come l’arancio e il viola scuro..


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Biscotti e crema di ricotta di capra

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MI PIACE fare i biscotti. Ed è una fortuna, perché la mia é una famiglia dove se ne consumano tanti, di biscotti. Soprattutto quelli da colazione, che vengono utilizzati anche a merenda, dopo cena, per il terribile e goloso spuntino di mezzanotte…

Ogni volta che vedo uno dei miei familiari alzarsi e andare alla dispensa dopo le 22 so già cosa prenderà. Seguendo, poco e male, i consigli del professor Berrino per una vita più lunga e più sana, sto cercando di ridurre al massimo possibile i cibi che sono preparai fuori da casa. Biscotti compresi, visto che sono uno di quelli che consumiamo con maggiore regolarità. Così mi sono attrezzata con una “Pasta Maker” e ho risolto (parzialmente) il problema ‘mancanza di tempo’ almeno per quanto riguarda la pasta e i biscotti. In dieci minuti dieci, la pasta è pronta per saltare nella pentola con l’acqua che bolle o i biscotti per entrare in forno. Il tempo di far bollire l’acqua, appunto, o preriscaldare il forno.

L’ultimo impasto l’ho realizzato mescolando farina integrale con quella doppio zero e aggiungendo un po’ di cannella in polvere. E non è andata male: la mia adorata creatura ne ha mangiati sei a merenda e quattro a cena 🙂

Ieri, poi, avevo in frigo ancora un po’ della squisita ricotta di capra che avevo comprato durante la mia ultima visita alla fattoria “Poggio di Camporbiano” e ho deciso che un dessert biscottini di con farina integrale e ricotta montata a crema poteva essere un degno modo di chiudere una buon sabato in famiglia.
E avevo ragione…