I TED TALKS sono una delle cose che apprezzo di più della rete e l’idea di poter andare a New York a tenere una short version di Ted era troppo forte per tenerla solo per me. Quindi, ENJOY AND TRY TED 🙂
Categoria: Gourmet
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Finalmente un Parco del Gelato
LA VERA DOMANDA E’: perché nessuno lo aveva realizzato prima? Il primo, e finora credo unico, Parco del Gelato in Italia è stato allestito, seppure solo per quattro giorni, a Firenze, nel giardino del Palazzo dei Congressi e c’é ancora tempo per visitarlo. L’orario per perdersi (non letteralmente!) nel gelato artigianale e non solo è dalle 12 alle 24 oggi e domani e dalle 12 alle 20 domenica e l’occasione è davvero troppo ghiotta per andare sprecata. Oltre a poter mangiare gelato di tutti i gusti e in quantità illimitata, il Festival fiorentino propone anche workshop e lezioni creative tenute da maestri gelatieri come Angelo Grasso, Vetulio Bondi, Alessandro Malotti, Ciro Cammilli e altri “luminari” del dolce preferito da metà (e forse più) della popolazione mondiale. Una sezione che mi incuriosisce più delle altre e che andrò sicuramente a provare è quella intitolata “Gelato Cocktail”: un drink-gelato che offre le suggestioni di cocktail famosi con varianti al fiordilatte o alla crema alla vaniglia. Il successo del 2013 è stato il Mojito, con gelato fiordilatte, rum bianco e sciroppo di lime e di menta, mentre quest’anno gli organizzatori puntano molto sul Tahiti Blossom, gelato alla vaniglia, sciroppo al passion fruit e rum bianco. E’ vero che oggi piove e domani pare che il tempo sarà brutto, ma domenica il meteo promette sole e caldo primaverili e un Thaiti Blossom sembra l’ideale per festeggiare la dolce pigrizia della domenica pomeriggio…
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Hummus con erba cipollina e olio evo
PER PASQUA ho deciso di fare un antipasto poco tradizionale per l’Italia e caro al Medio Oriente: l’hummus, una salsa a base di ceci e pasta di sesamo che si mangia con pane non lievitato (pita bread) simile alle nostre piadine, ma che va benissimo anche accompagnata con verdure crude tagliate a fiammifero tipo carote o gambi di sedano o ancora con le foglie di insalata belga. Se avete, o amate, le chips di granturco potete usare anche quelle, perché la loro consistenza croccante si sposa bene con la cremosità dell’hummus.
Per la versione pasquale ho deciso di guarnirlo con una glassa di olio extravergine di oliva ed erba cipollina. Ed era squisito. Un unico accorgimento: i ceci lessati vanno frullati bene, fino a ottenere una vellutata senza granuli, quindi i legumi vanno fatti cuocere fino a farli diventare molto morbidi, altrimenti restano un po’ granulosi e sciupano l’effetto in bocca.INGREDIENTI
250 grammi di ceci secchi
1 spicchio di aglio
Sale e pepe q.b.
Oli evo q.b.
Pasta Thaini
Una spolverata di erba cipollinaLA PREPARAZIONE dell’hummus teoricamente è molto semplice, la difficoltà, secondo me, sta nel riuscire a dosare con armonia la quantità di Thaini che si aggiunge alla vellutata di ceci. Una variante che, fra l’altro, è regolata dal gusto personale e quindi diventa difficile da codificare in un’indicazione precisa tipo due cucchiai, 30 grammi e via elencando. Io assaggio e decido sul momento, a seconda dell’intensità che desidero dare all’hummus. La pasta di sesamo (il Thaini) è molto “calda”, somiglia vagamente al burro di arachidi per corpo e avvolgenza quindi serve dare un guizzo, un pizzico di mordente all’insieme, altrimenti si rischia di appiattirlo. Io metto pepe e un’idea di peperoncino, anche se il peperoncino non è molto ortodosso rispetto alla ricetta originale. A volte, aggiungo anche una cucchiaiata di yogourt intero se lo voglio “ingentilire”, ma in questo caso non metto succo di limone alla fine. Comunque, ho lessato i ceci in acqua poco salata dopo averli tenuti a bagno per una giornata e poi li ho frullati con poca acqua di cottura fino a ridurli in crema. Ho aggiunto tre cucchiai abbondanti di Thaini e ho mescolato bene, quindi ho schiacciato lo spicchio di aglio e l’ho unito alla crema insieme a due cucchiai di olio evo, una macinata di pepe fresco e un pizzico di peperoncino oltre a qualche goccia di succo di limone. Ho fatto riposare in frigo per un paio d’ore e poi ho guarnito con l’olio evo e l’erba cipollina. Quindi via in tavola insieme a un vassoio con carote, gambi di sedano, chips di granturco e cracker al riso e farro.
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Liebster Award
NON SONO SICURA che si faccia così, ma volevo ringraziare davvero Buccia di Arancia per avermi nominato per il Premio Liebster Award

Nell’incertezza, copio le istruzioni pari pari dal suo blog e provo a rispondere a tutte e dieci le domande.
Le regole sono semplici:
1- Ringraziare e mettere il collegamento all’autore del sito che ci ha assegnato il premio
2- Rispondere alle 10 domande poste da chi ci ha nominato
3- Nominare altri 10 siti
4- Proporre ai nostri candidati 10 domande
5- Andare sui singoli siti e comunicare loro la nominaEcco le domande di Buccia di Arancia con le mie risposte
11-Per chi cucini di solito?
Per le persone che amo
2-Cosa non sei proprio capace di cucinare?
Le seppie, mi vengono sempre dure come il cuoio
3-Qual è invece il tuo cavallo di battaglia?
Il risotto
4-Una frase o citazione che ti identifica?
Homo sum, humani nihil a me alienum puto
5-Che musica ascolti?
Di tutto, con l’esclusione dell’Heavy metal e della Techno-House
6-Il tuo cantante o gruppo preferito?
Phil Collins; Gianna Nannini
7-Di che regione sei? E di che regione vorresti essere e perchè?
Sono della Toscana e, come si dice a carte, “sono servita”
8-Il tuo uomo o donna ideale?
Non ci ho mai pensato.
9-Se dovessi aprire un’attività….apriresti…?
Un B&B sulla spiaggia: dalla California a Orbetello mi va bene tutto
10-Se fossi un animale saresti…? Perchè?
Un lupo, perché difende il suo branco. Lo fa anche un cane, ma è più facile da addomesticare…
Ed ecco le domande per i miei “nominati”
1- Perché sei diventato un foodblogger?
2- Quali sono i cinque strumenti indispensabili in cucina?
3- E i cinque ingredienti a cui non rinunceresti mai?
4- Il libro di cucina più utile che tu abbia letto?
5- Meglio un workshop con Bruno Barbieri o Gordon Ramsay?
6- Il piatto che avresti vuoto inventare?
7- Quale tipo di cucina ti intriga di più? Perché?
8- Cosa cucineresti per conquistare una persona “speciale”?
9- A chi pensi quando cucini?
10- Il cibo: è meglio scriverne, cucinarlo o mangiarlo?
Nomino per il Liebster Award questi amici blogger
Pentole e Petali
Silva Avanzi Rigobello
Food Free Style
Latokitchen
La cucina di Marina
La mia cucina semplice
Amore zucchero e cannella
Cuoche si diventa
Dai mamma dai
Coccola time
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Linguine alle alghe, profumo di mare, sapore di mare
PER IL MIO DEBUTTO nel saporito, e scivoloso, mondo delle alghe commestibili ho scelto un piatto semplice e squisito a condizione che si ami il gusto del mare: le linguine agli spaghetti. Trattandosi di un debutto, mi sono affidata a chi le alghe le produce e commercializza da tempo: Schooner, l’azienda che ho conosciuto a Taste. Le sue alghe si trovano da Eataly e nei negozi specializzati in cibi dietetici perché sono alimenti eccezionali per la ricchezza di vitamina C e per le proprietá che hanno di “ripulire” il sangue dal colesterolo, inoltre vanno bene per chi é celiaco oppure vegetariano. A me intrigano per il gusto: mare pieno e anche un po’ forte in certi abbinamenti, ma se si vuole diminuire l’intensitá “marina” basta scegliere combinazioni con creme e salse – ce ne sono piú di quante si possa credere! – e la potenza del sapore di mare viene molto attenuata. Gli stuzzichini con alghe e crema di formaggi cremosi tipo robiola o caprino sono deliziosi e dal gusto leggero, delicato. Esistono vari tipi di alghe marine commestibili e in diverse presentazioni: fresche, disidratate e in polvere. Gli spaghetti di mare in genere si usano freschi, come ho fatto io, o reidratati e hanno un bel colore verde, con consistenza e forma di uno spaghetto, appunto.
INGREDIENTI
200 grammi di linguine
60 grammi di spaghetti di mare
80 grammi di acciughe in olio d’oliva sgocciolate
3 cucchiai di olio evo
1/2 cucchiaio di mostarda alle alghe
sale q.b.
HO FATTO CUOCERE le linguine e tre minuti prima di scolarle ho aggiunto gli spaghetti di mare che avevo giá lavato (almeno tre risciacqui in acqua fredda) e strizzato. Quindi ho scolato e condito con una doppia salsa ottenuta riducendo in pezzetti piccoli piccoli le acciughe in olio evo e mescolando la mostarda alla alghe con l’olio di marinatura delle acciughe. La foto del piatto pronto mi era venuta davvero troppo male (lo so, non è la prima volta ma ancora con le foto non ci siamo :(( ) quindi ne ho presa una dal ricettario di Schooner. Le loro sì che sono belle! Il sapore, però, era perfetto. Sempre a patto che piacciano il sapore e il profumo del mare.



