una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


Lascia un commento

Eat, buy, learn

8e4e9e02-7d1a-4e2c-b07a-5c5623cfbdb6.jpegEAT, BUY, LEARN.  This is the “mantra” Eataly  in Florence seems to have adopted and I decided to test.

For the “Eat” part, everything had been set a long time ago. I like good food. I like eating with friends, family, I like eating even by myself.

Which is an interesting experience, though not so much fun.

I like reading and talking and learning about food. I buy books, tools, raw materials whenever I can or feel in the mood.

So even the “Buy” part is more or less established.

The “Learn” part is a different story. I decided to re-open this chapter (I took a few cooking classes so far, but nothing new since last year)  going to a a cooking class Eataly has listed in its 2019 calendar.

“Tricks of contemporary cusine” was the one I attended, led by  impressive chef  Ginevra D’Alessandro. She has talent and passion. A compelling pair when you deal with pots and pans. She taught us how to make amuse bouche using spicy gorgonzola covered with a jelly tangerine  coat. It was really contemporary cusine, but I loved the result. And the taste.

Curious of how to make it?

It is really simple. Take a portion of spicy gorgonzola – I presume that with sweet gorgonzola the flavor won’t change dramatically – put  it in a small basin and let warm at room temperature then add some cream  and the grated peels of six tangerines and mix together. Once you have a smoother mix, use your hands to make some small balls with the mixed cheese and put them to cool in the fridge for 20 minutes. Remove the cheese balls from the fridge, skewer and dive them one by one  into the jelly you made with the tangerine juice. Do it before the jelly solidifies, or they will get lumpy.

Put each one in a saucer, top it with a basel bud to simulate a tangerine leaf and enjoy

They will look great and taste intriguing. I thought them really good, but that is just my personal taste.

HERE  are the quantities for 10  tangerines of cheese

spicy Gorgonzola: 200 grams

cream: 250 grams

organic tangerines: 10

kappa jelly, as needed

sugar, as needed

TO MAKE the tangerine jelly: put the juice of the 10 tangerines in a pot, add a spoon of sugar and some kappa jelly as well. Make it boil then let it simmer for 5 minutes. Remove the pot from the fire and let cool the jelly, but not too much, before putting the cheese balls into it .

THE CLASS with chef Ginevra D’Alessandro was, as I wrote, really a good one. She taught us also how to make ‘Babà’ cake using the soda siphon and delicious potato ‘gnocchi’ with an unusual tomato sauce.

But that is another story.

Stay connected… 🙂

HERE for the gallery pics: f.k.communications.com


Lascia un commento

Cosa c’è nel forno di Taste?

L’EDIZIONE 2019  di “Taste” è nel suo pieno fragore. O fulgore? Dipende sempre dai punti di vista, ma certo è che la manifestazione legata ai prodotti di eccellenza dell’agroalimentare italiano in particolare e internazionale in genere ha ormai affermato la sua posizione di punta nel panorama delle fiere del Food & Beverage. La Stazione Leopolda a Firenze, da sempre luogo deputato per lo svolgimento di Taste (il Fuori di Taste coinvolge tutta la città ma è, appunto, ‘fuori di Taste’) quest’anno profuma di pane. L’arte bianca, infatti, domina nei laboratori, nei dibattiti e anche nella scelta delle vetrine nella libreria che viene allestita dento Taste.

3E97239A-021F-4F46-9D3E-3FFF3B44134A

L’appuntamento da non perdere, per me, è il Ring di oggi alle 16.30 quando Massimo Bottura e Massimiliano Alajmo racconteranno, insieme a David Paolini che li intervisterà, le loro esperienze nella cucina come evento solidale.

Una conferma, se ce ne fosse bisogno, di come la cucina, anche quella stellata, abbia smesso di essere un luogo chiuso al resto del mondo e si faccia oggi portatrice di un messaggio sempre più urgente: il cibo è un diritto universale e lo spreco di cibo è una realtà che deve essere cancellata.

Massimo Bottura racconterà il progetto “Refettorio Ambrosiano per EXPO Milano 2015”, poi esportato a Londra, Parigi, Rio de Janeiro,  con cui è stato fondato un luogo di accoglienza e ristoro per persone in difficoltà recuperando circa 15 tonnellate di eccedenze alimentari. Massimiliano Alajmo, invece, spiegherà i principi di  “Gusto per la Ricerca”, evento che riunisce eccellenze gastronomiche per raccogliere fondi destinati alla ricerca scientifica sulle neoplasie infantili e alle strutture di sussistenza rivolte all’infanzia.

8020F0BB-8781-4E02-9CAD-91AC0F4F75B3

Come scrive e pratica nel suo ristorante in California Alice Waters, l’atto di mangiare, e prima ancora di preparare il cibo, è un atto politico e noi possiamo (e forse dobbiamo, visti i tempi) farci promotori di una rivoluzione deliziosa, che parte dalle nostre tavole e dalla nostra cucina per riportare equilibrio nell’ambiente e nelle nostre vite.

Ci vediamo a Taste.

p.s. Il sipario sulla manifestazione cala domani sera. Firenze sarà la capitale del gusto ancora per un giorno.


Lascia un commento

Dietro le quinte a Eataly

STARE  dietro le quinte è un’esperienza che consiglio a tutti. Che si tratti delle riprese di un film, uno spettacolo a teatro, un balletto, la recita scolastica delle creature o, visto il periodo, la Notte degli Oscar non cambia la sostanza: si provano emozioni altrimenti inavvicinabili e si sperimenta come gli esseri umani abbiano capacità di reazione sorprendenti quando hanno un palcoscenico che li aspetta.

Anche la cucina di un ristorante, quando le porte sono aperte e i clienti seduti, funziona come il backstage. L’adrenalina è alta e la concentrazione pure.

A guardare certi show televisivi viene da pensare che siano posti infernali, con gli chef che urlano per ogni sciocchezza e hanno lo stesso autocontrollo di un coniglio ubriaco. La realtà, fortunatamente, si avvicina piú alla “Prova del Cuoco” che a “Hell’s kitchens “.

La mia recente esperienza da osservatrice con diritto di parola (e di assaggio) nella cucina del ristorante di Eataly a Firenze é stata la conferma di come l’organizzazione e la pulizia siano fondamentali per far funzionare una squadra che prepara fino a 500 coperti al giorno. Per non parlare della preparazione – possiamo anche chiamarla bravura, perché quello é – dello chef e dei suoi secondi. Che dire? Mi sono sentita piccola piccola  scoprendo la mole di tutto quello che ancora non so delle tecniche di cucina, ma entusiasta di quello che ho visto e imparato. E mangiato.

LO SAPEVATE  che quando si fa mantecare la pasta prima di servirla se la girate in senso orario e antiorario prende meglio il condimento? Sembra una sciocchezza, ma contribuisce a fare la differenza.

Il piatto più buono che ho assaggiato? La vera prova del cuoco, nel suo essere un grande classico che richiede esecuzione e materie prime impeccabili: spaghetti al pomodoro e basilico. Gli spaghetti erano superbi  e Il pomodoro una poesia, senza aggiunta di niente, solo un filo di olio evo dopo averlo impiattato e qualche foglia di basilico fresco. Risultato memorabile.

E visto che eravamo in tema di bontá, chef Gianluca Bruno mi ha fatto assaggiare anche la versione con la burrata.

Siamo davvero il Paese col cibo più incredibile del mondo.


Lascia un commento

Un “Green brunch” per Leonardo

IL 2 MAGGIO prossimo ricorre il V centenario dalla morte di Leonardo Da Vinci e il paese che gli ha dato i natali è in fermento per questa ricorrenza già da almeno un anno. Ma non è certo il solo, visto che nel segno, e nel solco, della notorietà planetaria dell’autore della Monna Lisa si sono mossi o si stanno muovendo un po’ tutti. Persino Bill Gates ha deciso di essere della partita (magari per spirito di ‘fratellanza geniale’)  e ha prestato agli Uffizi il codice Leicester .

757e4e2d-dceb-4763-b86a-47f74d2401c2Chi, invece, dove Leonardo é nato e ha vissuto fino all’adolescenza, ha la fortuna o il privilegio di esserci da sempre, giustamente si adopera per rendere omaggio a questo genio insuperato.

Fra le moltissime iniziative, gli eventi, gli incontri, le mostre e ancora non so cosa, organizzati appunto per il cinquecentenario dalla morte,  a oggi mi piace ricordare cosa è stato  organizzato a Villa Dianella, storica dimora situata sulle colline di Vinci, dallo staff guidato dalla proprietaria di Villa Dianella, Veronica Billeri Passerin d’Entreves. Si tratta di un laboratorio dedicato alla famosa vigna di Leonardo a Milano, quella che il Genio ricevette da Ludovico il Moro in dono mentre dipingeva “L’ultima cena” nel Cenacolo di Santa Maria delle Grazie.

Domani a Villa Dianella, in occasione del primo dei  “Green Brunch” 2019, è stato programmato un incontro pomeridiano a cura di Alfredo Tocchini e Barbara Gini dedicato a illustrare come le gemme prelevate dalla vigna di Leonardo da Vinci a Milano lo scorso 16 gennaio saranno innestate per permetterne la piantumazione il 2 maggio nell’orto ornamentale di Villa Dianella.

Il Green Brunch é una tradizione di Villa Dianella, che una domenica per ogni stagione prepara, appunto, un brunch a base di prodotti toscani del periodo di raccolta e li offre nelle versioni più deliziosamente gourmet che vi possano venire in mente. Domani l’appuntamnto é alle 12 ed è dedicato al cavolo, accompagnato dall’ olio Dianella e gourmandise  a base di verdure e altri ingredienti  toscani.

Informazioni allo 0571/508166 oppure  info@villadianella.it

 


Lascia un commento

Se la torta fa “squish”

NON ho ancora capito se, quando ha coniato il nome “squish” per la mia ultima incursione nel mondo della pasticceria, mia figlia pensava a “squisito” o, più probabilmente, a scivoloso.

Premetto: il sapore della torta con crema di ricotta al cioccolato era buonissimo.

Era la consistenza dopo la cottura che non funzionava granché .

Al mio palese disappunto, la creatura mi ha fornito una delle sue perle di disarmante saggezza: “Mamma la torta che hai fatto é buona. Stai tranquilla. E’ una torta squish”

Vigliaccamente, ho preferito non approfondire cosa intendesse esattamente con “squish”, però aveva ragione a dire che era buona. Solo un po’ instabile nel reparto consistenza.

Comunque l’errore secondo me stava tutto nell’abbondanza. Ho messo troppo ripieno di crema di ricotta al cioccolato e non si è cotto al punto da rassodare bene.

Per la preparazione ho usato un disco di pasta sfoglia di quelli giá pronti, chi sostiene che le mamme-lavoratrici hanno poco tempo per fare i dolci ha ragione, che ho messo in una tortiera imburrata per poi bucherellarne il fondo. Quindi ho fatto la crema pasticcera usando solo tre uova, ho unito la crema alla ricotta (ne ho fatta troppa, ma era deliziosa, con una ricotta fresca che si scioglieva in bocca) e il cioccolato fondente in scaglie. Ho versato il composto nello stampo e poi in forno a 180 gradi per una trentina di minuti.

Quando la sfoglia era cotta e il sopra della crema bello sodo, ho spento e sfornato, ma il dentro era rimasto, ahimè, molto più ‘molle’.

Come dire, “squish”…

Come è finita? Che l’abbiamo finita in un pomeriggio 🙂