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  • Marmellata rustica e piccante

    SONO STATA a Expo Milano (sto preparando un post a parte) e ancora inebriata dai profumi, dai gusti e dalle vere meraviglie che ho visto e assaggiato e annusato all’Esposizione Universale ho inaugurato una fase di creatività in cucina che, per la fortuna o sfortuna delle mie cavie, sta andando avanti da alcuni giorni.

    La prima cosa che ho azzardato appena scesa dal treno – quasi appena scesa dal treno, perché l’Expo ha molti pregi, ma non quello di essere rilassante – è stato usare la frutta che avevo in casa per fare una marmellata dal gusto speciale, che non fosse la solita, per altro squisita, crema vellutata di pesche e albicocche. A Milano c’è mancato poco che assaggiassi anche la salsa di cavallette e poi a casa dovevo imburrare le fette biscottate con la composta di cotogne?

    Non potevo proprio.

    INGREDIENTI

    2 pesche mature

    4 pere mature

    4 albicocche mature

    20 chicchi di uva bianca tipo Italia sbucciati

    1 peperoncino piccante piccolo

    HO PRESO  la mia casseruola delle feste, ho sbucciato pere, pesche, albicocche e uva, le ho messe a bollire tagliate a pezzi piuttosto grossi (lasciando fuori solo i chicchi di uva) e dopo una ventina di minuti di bollitura a fuoco dolce ho aggiunto i chicchi di uva e ho lasciato sobbollire per altri dieci minuti. Quindi ho spento e messo il peperoncino piccante tagliato a pezzetti. Una volta freddata, ho messo la marmellata nei vasetti e poi in frigo per un giorno.

    E poi? Sorpresa! Ghiacciata e golosa l’ho messa in tavola per merenda con bruschette croccanti e caprino fresco.

    Una delizia 🙂

  • Ecco dove sono stata per due mesi!

    SE AVETE PENSATO che avessi abbandonato il mio blog, vi siete sbagliati 🙂

    Non lo ho mai avuto così tanto in mente come in questo periodo. Ecco perché:

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    Francesca Cavini
    In cucina con una cuoca pericolosa
    Diario gastronomico ironico e scanzonato
    Ricette scelte e interpretate da Katia Maccari Chef

    “In cucina con una cuoca pericolosa è un diario gastronomico ironico e appassionato, divertente e scanzonato in cui l’autrice lascia fuori dalla porta le pretese accademiche e annoda il grembiule davanti ai fornelli con un invito alla sperimentazione e a quel sano rischio che, come nella vita, costituisce la premessa indispensabile per le migliori imprese. Il racconto di ogni piatto è occasione per un ricordo, un aneddoto, un consiglio spesso da donna a donna, dove il cibo diventa spunto per digressioni personali, ricordi, riflessioni, incidenti di percorso e piccoli segreti rivelati con piacevole autoironia. Non un asettico ricettario con qualche suggerimento incluso nel prezzo. I menù sono all’insegna della praticità: uno completo dall’antipasto al dessert per ogni giorno della settimana, dove il martedì conta quanto la domenica. Le ricette sono semplici e alternano grandi classici a incursioni nella fusion spinta, tenendo ben ferma l’esperienza personale a fare da filo conduttore. Un diario in cui Francesca Cavini usa poca pedanteria nei procedimenti, che rimangono sempre aperti alla fantasia del lettore, e dove il mondo dell’enogastronomia è vissuto e raccontato con il giocoso entusiasmo di chi pensa che cucinare sia una magia a portata di cuore”.

    PREPARARE IL MIO LIBRO per la stampe è stato un impegno emozionante e… grandissimo, nel senso che mi ha preso tutto il tempo libero dal lavoro e dallo stare dietro alla bimba, al cane, al babbo della bimba è un pochino, ma poco poco, anche a me! La mia vita extra si è praticamente azzerata, blog compreso, ma ne valeva la pena.

    Adesso che la “creatura” è andata in stampa, devo solo presentarla a tutto il mondo è, magari, fargliene comprare qualche copia. Il mio primo appuntamento è già fissato per domenica 13 settembre a Bagno Vignoni al festival letterario “I colori del libro”.

    Siete tutti invitati, ovviamente.

    🙂 🙂 🙂

  • Ho destrutturato le patatine di Carlo Cracco

    LO SO i cibi destrutturati non sono piú di moda, specie da quando Ferran Adriá ha chiuso il suo ristorante El Bulli per dedicarsi alla ricerca e a divertirsi come un matto insieme al suo staff nella fondazione che ha creato partendo proprio dal ristorante. Detto questo, per la prima volta nella mia storia culinaria ne ho destrutturato uno molto reclamizzato, le patatine fritte, e devo dire che mi sono divertita. Specie nella parte in cui ho capito come agisce il meccanismo della destrutturazione in cucina. I risultati sono, come sempre, secondo il gusto personale, ma le patatine al lime dopo averle assaggiate come aperitivo non pensavo potessero diventare un secondo piatto di tutto rispetto. Ecco come è andata che mi sono ritrovata con un vassoio colmo di patate succulente che abbiamo spolverato in una cena insieme a una bionda artigianale e un abbondante tagliere di bruschette al caprino. Nell’ultimo post, complice l’ormai amico Gordon (Ramsay, per chi si fosse perso l’evolversi di questa squisitamente virtuale frequentazione) ho raccontato quanto siano buoni i pancakes al cocco e sciroppo di lime. I puristi possono pure storcere tutto, naso, bocca, esofago, i pancakes al cocco col lime sono proprio buoni. La parte che mi ha divertito di piú nel prepararli è stata realizzare lo sciroppo di lime, che è delizioso, dal gusto delicato e pungente allo stesso tempo. Avendone fatto in abbondanza, una volta irrorati i pancakes ne è avanzato un po’ e di buttarlo, proprio non se ne parlava.  Quella sera per cena erano previste patate al vapore. Patate+lime= Carlo Cracco! È vero, lui nel suo ricettario per le chips realizzate, poi, industrialmente da una nota casa produttrice non ha mai messo insieme lo sciroppo di lime e il peperoncino come ho fatto io, però con le chips croccanti ha unito il lime, lo zenzero, il mango, la Fassona, l’uovo in camicia… Qualche libertá potrò pure prendermela anche io, no?!

    INGREDIENTI

    500 grammi di patate

    4 lime

    1 peperoncino fresco

    125 ml di acqua

    4 cucchiai rasi di zucchero di canna

    HO COTTO a vapore le patate dopo averle lavate bene. Nel frattempo ho preparato lo sciroppo di lime usando il succo degli agrumi e la buccia di uno grattugiata fine fine, uniti all’acqua e allo zucchero, facendoli cuocere finché lo sciroppo non ha raggiunto la consistenza giusta. A quel punto ho tolto dal fuoco e ho aggiunto il peperoncino fresco tagliato in tre pezzetti e l’ho lasciato fino al momento di servire. Ho sbucciato le patate, le ho tagliate a fettine spesso mezzo centimetro e le ho messe in un vassoio, spolverandole con la buccia di un altro lime grattugiata fine. Ho cosparso con lo sciroppo di lime e portato in tavola. Hanno un gusto avventuroso, ma ha ragione Carlo Cracco: l’audacia in cucina ci sta bene. 🙂

  • Pancakes caraibici stile Gordon Ramsay

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    COME mi succede quasi sempre, la foto non rende giustizia alla bontá, e spesso nemmeno all’estetica, del mio “prodotto” reale. Però ci sto lavorando: ho trovato un corso di aggiornamento per giornalisti enogastronomici in cui insegnano a fare foto e video di cibi e affini. Se combacia con le mie ferie ci vado e non se ne parla piú. Nell’attesa di diventare lo Helmut Newton dell’astice alla catalana con frutta fresca, ecco come è andata con i pancakes caraibici. Il nome, ovviamente, é mio perché Gordon (ormai faccio le sue ricette da anni e quindi ho deciso di passare al nome di battesimo) li chiama semplicemente “Pancakes  al cocco con mango a fettine e sciroppo di lime”,  mentre lime e cocco per me sono sinonimo di Caraibi e visto che il mango non ce l’ho messo perché non mi piaceva ma ho usato una pesca… Et voilá la mia versione, sebbene seguendo la ricetta di Gordon. Che sará quello che sará, ma quando dice di ispirarmi in cuina, come lui non c’è nessuno 🙂

    INGREDIENTI

    100 grammi di cocco essiccato e ridotto in polvere

    100 grammi di farina

    1/2 cucchiaino da thé di lievito in polvere

    1 uovo sbattuto

    250 ml di latte di cocco

    1 presa di sale

    1 cucchiaino da thé di miele di acacia o castagno

    PER LO SCIROPPO AL LIME

    4 lime maturi

    150 grammi di zucchero di canna

    150 ml di acqua minerale non gassata

    LA PREPARAZIONE di questi pancakes é uguale a quella tradizionale – si mescolano tutti gli ingredienti in una zuppiera avendo cura di mettere prima l’uovo sbattuto e poi il latte di cocco e infine il miele per ottenere un composto piuttosto liquido –  solo che si usa metá farina di cocco  aggiunta a quella di grano. Mi sentivo particolarmente creativa e ho sostituito la farina di grano con quella di riso e i miei pancakes sono  venuti ancora piú soffici e leggeri. Come scrive Gordon nel suo ricettario, l’importante é lasciar riposare l’impasto col lievito per una quindicina di minuti coperto e a temperatura ambiente, se si vogliono ottenere pancakes soffici soffici. Per preparare lo sciroppo, invece, il segreto é aggiungere la buccia grattugiata finemente di uno dei lime  di cui si prenderá il succo. Una volta spremuti i frutti, si aggiungeranno all’acqua, allo zucchero e alla buccia grattugiata, appunto, e si metteranno in una piccola padella o una pentolina da salse e si fará cuocere il tutto a fuoco medio-basso, fino a ottenere una riduzione dalla consistenza sciropposa e ambrata.

    Via via che si friggono, si possono tenere i pancakes in caldo nel forno e poi si guarniscono col mango a fettine – nel mi caso la pesca- e si irrorano di sciroppo tiepido prima di mettere in tavola. È improbabile che ne restino per il giorno dopo.

  • Un romanzo, un dolce ….e la storia di una donna armena

    Buona fortuna per il contest. La ricetta é…. Poetica 🙂

    Avatar di coccolatimeCoccola Time

    Questo post nasce per il contest  di Angela 

    un contest che ho subito adorato visto che parla di libri e dolci…

    ho immediatamente pensato a questo libro …’Le stanze di lavanda‘ di O. Khayat..non chiedetemi perchè…visto che è un libro dove non si accenna minimamente al cibo…

    viene citato solo una volta un dolce: una charlotte di fragole per il compleanno della sorellina della protagosnita ,Lucine, come la chiamava il nonno…

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    E’ un romanzo che parla di una nonna (Lucine appunto) che narra alla nipote Joraya la sua vita , una vita mille volte dispersa….

    Narra la tragedia della sua ricca famiglia armena, della sua infanzia dorata e felice fatta di mille baci all’odore di lavanda …l’odore di sua madre…

    ma il suo paradiso va in frantumi ….la sua famiglia viene distrutta dai Turchi e per lei e la sua sorellina  Marie …inizia un’odissea segnata da marce forzate…

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