una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


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Dirsi addio con dolcezza: pesche caramellate al forno

PER L’ULTIMO giorno di settembre, per giunta un lunedí, mi sono di nuovo ispirata al libro di Mary McCartney , “Food” , e ho scelto qualcosa di molto dolce ma non stucchevole per dire addio all’estate : le pesche caramellate. A pasta gialla se ne trovano ancora, anche se la figlia di Sir Paul giustamente suggerisce di prepararle quando sono al top della stagione, quindi piú dolci e profumate, ma pure le pesche settembrine sono andate benone.

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INGREDIENTI

6 pesche mature

40 grammi di burrro

12 cucchiai di sciroppo di acero

Qualche rametto di timo fresco

Gelato alla vaniglia o alla crema secondo golositá

SEGUENDO la ricetta di Mary McCartney, ho preso le pesche, le ho lavate, aperte a metá e snocciolate, quindi le ho messe sulla placca da forno foderata con l’apposita carta e le ho cosparse con una cucchiaiata di sciroppo di acero, un fiocco di burro e qualche fogliolina di timo fresco. Poi in forno preriscaldato a 180 gradi per quaranta minuti.

Le abbiamo mangiate insieme a un delizioso gelato alla crema, ma erano squisite anche da sole.


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Meat free Monday con gnocchi patriottici

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L’ALTRO GIORNO mi sono chiesta: ma se il lunedì senza carne coincide con un giorno di festa, che ne so, il 25 Aprile o il 2 Giugno, come si fa a portare in tavola un’insalata con germogli di soia? A casa mia, che a volte sembra popolata da vampiri tanto alta è la popolarità di bistecche e affini, potrebbe scoppiare una rivolta. Una festa è una festa e va onorata con un cibo… sostanzioso. Dopo un breve consulto con i miei libri – per questa settimana niente Mary McCartney – ho scelto una ricetta di gnocchi alla romana rivisitata secondo i miei gusti e in versione patriottica, cioè con l’aggiunta di pesto e pomodorini. Quindi, avendo copiato da tre fonti diverse, non attribuisco a nessuno la paternità della ricetta medesima che spero vi piaccia così come è piaciuta alla mia banda di affamati. Per questa succulenta, quasi sontuosa versione degli gnocchi al semolino ho scelto di aggiungere al ricco connubio burro-Parmigiano anche una generosa porzione di formaggio tipo Emmenthal che, una volta in forno, si fonde senza filare e crea delle “oasi” di extra gusto che sono una vera esplosione di sapore.

Lo so, se fa caldo come in questi giorni non viene voglia di cibi al forno, ma pure il 26 dicembre può “cadere” di lunedì ed è bene essere preparati! Le dosi sono per sei persone, contrariamente al solito dove sono intese per quattro commensali di medio appetito.

INGREDIENTI

450 grammi di semolino

1,5 litri di latte intero fresco

1 litro di acqua

sale q.b.

tre tuorli di uovo

100 grammi di burro

150 grammi di Parmigiano grattugiato media stagionatura

200 grammi di formaggio tipo Emmenthal

100 grammi di pesto fresco

pomodorini per guarnire (almeno due per commensale)

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PER PRIMA cosa ho messo il latte con l’acqua sul fuoco vivo in una capiente (molto capiente) pentola con un pizzico di sale e, quando ha iniziato a bollire, ho versato a pioggia il semolino aiutandomi con la frusta per evitare che si formassero grumi. Ho ridotto la fiamma e, sempre mescolando, ho cotto per dieci minuti aggiungendo anche un po’ di burro per mantenere l’impasto elastico e una generosa manciata di Parmigiano grattato a fine cottura per insaporire, quindi ho lasciato raffreddare per un paio di minuti e ho aggiunto i tuorli d’uovo amalgamandoli bene prima di rovesciare il tutto su un canovaccio immacolato steso sul tavolo. Usando la spatola di legno ho formato uno strato di circa un centimetro di spessore e ho fatto raffreddare.

Nel frattempo, ho preriscaldato il forno a 200 gradi e imburrato due grandi pirofile dove ho sistemato gli gnocchi ritagliati dall’impasto con uno stampino di forma rotonda. Io ho usato un bicchiere, il classico gottino, ma sono sicura che esistono in commercio strumenti più appropriati per lo scopo. Una volta messo il primo strato di gnocchi, ho guarnito con fiocchetti di burro, formaggio tagliato a cubetti e Parmigiano grattugiato, quindi ho steso un secondo strato di gnocchi e guarnito di nuovo. Ho infornato per venti minuti, finché non si è formata una crosticina dorata sulla superficie degli gnocchi. Una volta impiattato, ho guarnito con una cucchiaiata di pesto appena fatto, mettendo in tavola anche una salsiera col pesto rimanente per chi avesse voluto aggiungere condimento. I pomodorini a lato erano per dare un tocco di colore, ma anche una nota acidula in tanta sapidità.

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PECCATO che non fosse il 4 luglio quando abbiamo mangiato questi gnocchi, sarebbe stato un modo degno di celebrare l’indipendenza dalla carne e il trionfo del cibo vegetariano. Sono stati accompagnati da numerosi bicchieri di un generoso Cabernet e niente altro perché davvero sono abbastanza ricchi in calorie, sapore e proteine per creare un piatto unico da grandi occasioni.


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Lunedí senza carne: insalata di scalogno, noci e… guai

É STATO un lunedí senza carne, con molta verdura e forse un eccesso di latticini! Ma l’insalata proposta da Mary McCartney in “Food” é stata perfetta per una giornata d’estate come ieri, con quella vena di aria fresca che ti permette di apprezzare un cibo con alcune parti – in questo caso lo scalogno e i pomodorini – cotte al forno e servite tiepide. E l’aceto balsamico caramellato é stata la scoperta vincente: non lo avevo mai fatto, ma di sicuro lo riproporró. Peccato che nel realizzare l’insalata di scalogno con le noci abbia commesso un paio di “sviste” che, senza compromettere il risultato finale, ne hanno peró diminuito il gusto. Le istruzioni di Mary parlano chiaramente di pomodorini ciliegini, ma io non li ho trovati dal fruttivendolo e li ho sostituiti con i Piccadilly, anche in onore dell’autrice, ed é stato uno sbaglio: sono troppo grandi, il loro sapore è intenso e alla fine disturba quello del resto dell’insalata. Inoltre Mary dice di metterli nel forno e farli arrostire 15 minuti, ma non è troppo specifica rispetto al condimento e io non ci ho messo proprio niente sui Piccadilly, che cosí, tutti naturali, saranno anche stati un monumento alla cucina vegana (che rispetto moltissimo e pratico poco) ma alla fine non aggiungevano sapore, solo una piacevole, questo sí, nota di rosso nel piatto! Questa insalata é ideale con un tagliere di formaggi, magari un vaccino di alpeggio o un caprino fresco, acido al punto giusto, a cui lo scalogno fa da sponda e il dolce dell’aceto balsamico da contrasto.

INGREDIENTI

Scalogni: 6 (180 grammi circa)
Un cucchiaio di aceto balsamico
Un cucchiaio di olio evo
Pomodori ciliegini: 6
Gherigli di noci puliti e sbriciolati: 10
Insalata mista (lollo, baby spinaci, valeriana, lattuga): 80 grammi
Un pizzico di sale

Per il condimento

Mezzo cucchiaino di mostarda di Digione
Tre cucchiaini di olio evo
Un cucchiaino di aceto balsamico

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HO SBUCCIATO gli scalogni e li ho messi “in piedi” sulla placca da forno prima di irrorarli con la salsetta ottenuta mescolando l’olio, il sale e l’aceto balsamico in una tazzina di quelle da pinzimonio e poi li ho fatti cuocere per trenta minuti, avendo cura di rinnovare il condimento ogni dieci. Nel frattempo ho sistemato l’insalata in una capiente zuppiera e ho aggiunto i gherigli di noce che avevo precedentemente riscaldato in una padellina per far emergere il profumo e la croccantezza. A metá cottura degli scalogni, ho messo nel forno distesi sulla griglia anche i pomodorini Piccadilly e li ho cotti per quindici minuti. A cottura ultimata ho fatto intiepidire il tutto nel forno aperto mentre preparavo il condimento per l’insalata unendo l’aceto balsamico, l’olio evo e un pizzico di sale. Quindi l’ho versato sull’insalata, ho amalgamato nella zuppiera e poi ho impiattato, mettendo al centro gli scalogni e i pomodori cotti nel forno.


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Il Lunedí senza carne comincia con gli spaghetti

PENSAVO DI NON FARCELA causa devastanti impegni domestico-familiari e invece sono  riuscita a  cucinare il primo piatto del lunedí senza carne. In omaggio alla famiglia di Paul McCartney che ha lanciato l’idea, e scritto un libro che non ho trovato in versione elettronica, ho scelto di seguire (almeno per un po’) le ricette di Mary,  che di mestiere fa la fotografa ma si diletta di cucina seguendo le orme di mamma Linda e della nonna Maxime. E devo dire che gli spaghetti con zucchini e limone, nonostante le origini nordiche di chi li ha inventati, sono un inno al Mediterraneo, hanno un profumo e un sapore freschi e sapidi di erbe aromatiche, resi allegramente frizzanti dalle note di agrume. Una vera festa per queste prime giornate calde ma dove la voglia di pastasciutta si fa ancora sentire, soprattutto all’ora di cena. Ho dato un’occhiata al ricettario di Mary McCartney che é inevitabilmente bello nel reparto grafico, dove offre immagini luminose, quasi abbaglianti dei suoi piatti e di momenti della sua vita, compresi alcuni toccanti ricordi della madre Linda. Nel reparto cucina, le proposte di una cuoca esclusivamente vegetariana sono all’insegna della semplicitá, ma piene di gusto e si possomo realizzare con verdure  di stagione. Omettendo il formaggio, anche gli amici vegani hanno facile  via di accesso a questo ricettario e se si considera che per arrivare ad avere una fertina di vitello da 150 grammi sul nostro piatto ci vogliono 1.000 dico mille litri di acqua, allora la scelta di non consumare carne almeno una volta a settimana diventa quasi obbligatoria.

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INGREDIENTI

400 grammi di spaghetti

 4 cucchiai di olio evo

due zucchine tagliate julienne

1/2 cucchiaio di salvia

1/2 cucchiaio di rosmarino

3 spicchi di aglio tritato fine

150 grammi di feta tagliata a dadini

La buccia e il succo di mezzo limone

Parmigiano o pecorino per condire

sale e pepe q.b

Mentre aspettavo che bollisse l’acqua per gli spaghetti ho fatto rosolare le zucchine nell’olio caldo per cinque minuti prima di aggiungere l’aglio, la salvia e il rosmarino e ho fatto cuocere per altri cinque minuti prima di spengere. Ho buttato la pasta e poco prima che arrivasse a cottura ho ultimato la preparazione del sugo aggiungendo la feta a dadini, la buccia e il succo del limone e facendo riscaldare il tutto per un paio di minuti, quindi ho scolato gli spaghetti e li ho fatti saltare nella padella con le verdure aggiustando con poco sale (la feta è salata!) e pepe appena macinato. Una ricca spolverata di parmigiano ha completato il tutto.

Come direbbe Mary McCartney, enjoy!


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Una settimana di digiuno per preparare… l’astinenza

LO AMMETTO: ho avuto talmente tante cose da fare che non sono riuscita a preparare nessun piatto nuovo  – un post sull’ uovo a tegamino sarebbe stato davvero poco “pericoloso” – ma mentre vivevo il digiuno da blog ho deciso di aderire a un’iniziativa che ho scoperto grazie all’amica di Panepomodoro : i lunedí senza carne. E quindi mi preparo a passare dal digiuno… all’astinenza. A proporre la scelta vegetariana per  l’inizio settimana, ammirare la rima, prego! é stata una famiglia illustre, quella di sir Paul Beatles McCartney che ha affidato a un libro di ricette rigorosamente “meat free’  il compito di fare da testimone dell’impegno di Paul, Stella e Mary per un mondo piú compassionevole verso gli animali e popolato da persone piú sane. Quindi il lunedí si cucina senza carne. Un’idea che mi ha convinto e che vorrei seguire almeno fino a quando finiró di proporre le ricette raccolte da Mary McCartney in “Food” , il libro che la figlia di Macca e Linda ha scritto intrecciando  menú vegetariani, appunto, a ricordi di famiglia.  I piatti proposti sono tanti e sono molto indecisa su quale scegliere per il mio debutto “veggie” , ma il fine settimana porterá consiglio e poi ho i miei nipoti da soddisfare e loro a tavola sono molto esigenti.