Categoria: Vegetariano

  • Pasta integrale, fagioli e porri

    Pasta integrale, fagioli e porri

    Nel bel mezzo di un gelido inverno

    Legumi e cereali, combinati con una verdura giusta e un giro di olio buono, non finiranno mai di sorprendermi. In positivo. Questa pasta così ‘comfort food’ quando fuori fa freddo è nata per caso. Volevo fare la classica “pasta e fagioli”, cremosa e densa, ma, per una serie di incidenti in cucina, alla fine la cottura dei mezzi maccheroni integrali è risultata molto più asciutta del dovuto.

    Al momento di impiattare, l’idea di servirla come una pasta asciutta, appunto, è venuta da sé e il topping con il porro rosolato in padella è stata la diretta conseguenza di questa prima scelta.

    Gli ingredienti sono pochi e semplici da trovare in ogni stagione, perfetti se si segue una dieta orientata al benessere senza rinunciare al gusto.

    Ho cotto 150 grammi di fagioli cannellini secchi, dopo averli reidratati per una notte, insieme a due spicchi di aglio sbucciati e una presa, minuscola, di sale. Terminata la cottura, li ho passati con il frullatore a immersione e ho ottenuto un brodo piuttosto liquido che ho messo da parte.

    Ho cotto al dente 200 grammi di mezzi maccheroni integrali e poi ho completato la cottura nel brodo di fagioli. Quindi ho scolato e impiattato, aggiungendo un filo di olio evo a crudo e il topping con i porri rosolati.

    La verdura di accompagnamento può variare in base alla stagione, possono essere carciofi, cavolo nero, zucchine verdi… il limite è la disponibilità della natura.

    Come trovare altri primi piatti gustosi, ma adatti a una dieta sana?

    Nel mio libro “A tavola con l’ospite indesiderato” suggerisco alcune idee.

    Buona cucina, e lettura, a tutte.

  • Pancakes vegani, senza latte, uova, burro

    Pancakes vegani, senza latte, uova, burro

    Un magico mix di acqua, farina di castagne e farina di ceci

    L’aspetto che amo di più della cucina sono le scoperte che faccio. Le sorprese alla fine di una ricetta eseguita bene. Come questi pancakes vegani che si preparano in cinque minuti e sono squisiti. Li ho scoperti ascoltando un’intervista al dottor Franco Berrino e lui li chiama “cecina” perché contengono, appunto, farina di ceci, ma per me la cecina è una farinata cotta, che si usa fra due fette di pane o di focaccia o da sola, quindi ho cambiato il nome in qualcosa che somiglia molto di più al risultato che si ottiene in padella.

    Veniamo agli ingredienti.

    1/2 bicchiere di farina di castagne

    1/2 bicchiere di farina di ceci

    1 bicchiere di acqua

    1 presa di sale

    Mescola le farine con l’acqua e il sale aiutandoti con una frusta. Il risultato deve essere un composto liscio e abbastanza liquido, come una pastella per friggere. Copri il recipiente con il composto e lascialo riposare tutta la notte. Se fa molto caldo, riponilo nella parte bassa del frigorifero.

    Ungi una piccola padella con un cucchiaio di olio evo o di semi di arachidi, falla scaldare ed elimina l’eccesso, se c’è, con un pezzetto di carta assorbente, facendo molta attenzione a non bruciarti.

    Mescola il composto e versa un cucchiaio di impasto al centro della padella ben calda, fai cuocere il pancake per un paio di minuti e poi giralo e termina la cottura.

    Ripeti il procedimento fino alla fine del composto.

    Queste ‘frittelle’ si sposano con ogni tipo di condimento: ricotta, confettura di albicocche, fragole, fichi, mirtilli, salsa di noci, miele, salsa di mandorle, tahini, sciroppo di acero, caprino fresco… il limite è la fantasia.

    Io le ho provate a colazione e a merenda, ma, volendo, funzionano anche come antipasto insieme a maionese al curry guarnite con un fiore di cappero.

    Ti interessano altre ricette gustose e salutari?

    Le mie le trovi qui

  • Chutney di mele e cipolle di Tropea

    Chutney di mele e cipolle di Tropea

    L’aperitivo vegan che non ti aspetti

    Ci sono tanti motivi che mi hanno spinto a esplorare con maggiore frequenza la cucina a base vegetale, il primo, inevitabilmente, la salute. In questa scelta, però, ho presto scoperto che i sapori possibili sono sorprendenti per qualità e quantità. C’è davvero un mondo ricchissimo nel lato ‘veg’ della nutrizione che vale la pena scoprire. Non solo per fare del bene a noi stessi, ma anche al pianeta, un contributo che è piccolo soltanto in apparenza.

    Questo chutney di mele e cipolle di Tropea ha un gusto intrigante, che si muove con grazia fra sapido e dolce. Un invito per palati curiosi e una scoperta per gli amanti delle cipolle, che apprezzeranno l’agrodolce a più livelli fornito dalla combinazione con le mele.

    In questa versione ho usato le Renette, le mie preferite, ma anche le Grannie Smith soddisfano i requisiti di consistenza e sapore richiesti.

    Ho preso tre cipolle di Tropea piuttosto piccole, le ho pulite e lavate per poi affettarle sottili, ma non troppo, quindi ho sbucciato una mela Renetta media, l’ho privata del torsolo e l’ho tagliata alla brunoise. In una casseruola ho scaldato un cucchiaio di olio evo, ho aggiunto la mela e le cipolle e ho fatto rosolare per due minuti quindi ho abbassato la fiamma e ho portato a cottura aggiungendo un cucchiaio di acqua bollente salata.

    Ho aggiunto un cucchiaino di olio evo e aggiustato il sale prima di spengere e lasciar riposare per dieci minuti. Ho affettato e tostato alcune fette di pane integrale ai cereali e le ho condite con il chutney a temperatura ambiente.

    Questo aperitivo sfizioso può diventare qualcosa di più importante se abbinato con del formaggio caprino fresco, olive verdi e nere, carciofini sott’olio o pecorino semi-stagionato.

    Ho sperimentato molto negli ultimi mesi e ora sono più che mai convinta che mangiare bene, in modo salutare, non significa mangiare triste. Per dimostrarlo, ho raccolto le ricette che più mi hanno ispirato e convinto.

    Il risultato lo trovi qui.

  • Insalata di pasta integrale con funghi e cavolo nero

    Insalata di pasta integrale con funghi e cavolo nero

    Davanti alla pasta integrale in molti, ancora, dimostrano di non amarla. I miei nipoti, per esempio, si rifiutano di mangiarla, ma credo sia più per una forma di pregiudizio che di reale avversione per il sapore. Forse qualche anno fa la qualità poteva essere inferiore a quella della pasta tradizionale, ma oggi, davvero, non ci sono dislivelli. E, per quello che mi riguarda, la pasta integrale è una soluzione vincente quando si ama cambiare spesso il tipo di condimento e usare verdure diverse per farlo.

    La versatilità nelle preparazioni e il gusto che regala sono sorprendenti.

    E no, non ho amici che producono pasta integrale e non lo faccio nemmeno io di mestiere, ma se avessi più tempo per fare la pasta in casa, sperimenterei di sicuro.

    La scelta dell’insalata di pasta integrale con funghi e cavolo nero è un omaggio ai sapori dell’autunno e alla voglia di mangiare più sano, privilegiando prodotti a base vegetale e cereali, appunto, integrali.

    La preparazione di questo primo, che può diventare facilmente un piatto unico, è semplice e veloce.

    Ho scelto fusilli e maccheroni perché hanno lo stesso tempo di cottura, ma niente impedisce di usare un solo tipo di pasta, purché sia corta. Ho messo a bollire l’acqua e poi, mentre fusilli e maccheroni cuocevano, ho preparato il sugo usando un misto di funghi (ho scelto champignon e portobello, ma se si hanno altri tipi va bene lo stesso e con qualche porcino essiccato è anche meglio) lavati e affettati e le foglie di cavolo nero, anche queste pulite e spezzettate.

    In una padella ho messo a imbiondire due spicchi di aglio pelato con un giro di olio evo e poi ho aggiunto i funghi e dopo qualche minuto anche le foglie di cavolo nero. Ho fatto rosolare quindi ho completato la cottura, aggiungendo qualche cucchiaiata di acqua della pasta al bisogno per non far attaccare i funghi.

    A cottura ultimata, ho spolverato funghi e cavolo con abbondante parmigiano grattugiato, quindi ho scolato la pasta e l’ho saltata nella padella.

    Una seconda spolverata di parmigiano una volta impiattato e via in tavola.

    • 250 grammi di pasta integrale fusilli o maccheroni
    • 350 grammi di funghi misti
    • un cavolo nero piccolo
    • olio evo q.b
    • 2 spicchi di aglio
    • sale q.b.
    • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato

  • Spaghetti all’aglione

    Spaghetti all’aglione

    Il lato vegan della cucina toscana

    Fino al giorno in cui non ne ho visto uno sul banco del fruttivendolo, mi ero sempre chiesta se il nome, aglione, fosse diretta conseguenza delle dimensioni oppure no. Ora lo so, lo è. Rispetto al suo parente più prossimo, l’aglio comunemente usato, l’aglione pesa molto di più ed è decisamente più grosso: un capo può arrivare a pesare anche 500 grammi! Ma tutta questa ‘possanza’ non si rispecchia nell’intensità del gusto, visto che l’aglione si caratterizza per il sapore delicato e che lo rende ideale per condire la pasta e le bruschette anche per chi non ama il piglio deciso dell’aglio.

    Quando lavoravo a Siena, i pici all’aglione erano uno di quei piatti classici in pausa pranzo che mi rendevano molto felice sul momento, ma che poi scontavo facendo il solco alla macchinetta del caffè. L’effetto abbiocco post prandiale dopo un piatto così è praticamente certificato. Il buono di questo primo dalla preparazione semplice e il gradimento sicuro e senza effetti collaterali sull’alito – non per niente l’aglione è noto come ‘aglio degli innamorati’ – è che rappresenta al meglio la tradizione toscana del preparare cibi squisiti partendo da materie prime diffuse sul territorio da tempo immemorabile. E, curiosamente, completamente vegane.

    Per la mia prova con l’aglione ho scelto una domenica NON lavorativa e ho preferito gli spaghetti ai pici, perché alla creatura non piacciono.

    Per preparare il sugo, ho tagliato a pezzetti due spicchi di aglione, li ho passati nel frullatore a immersione con un po’ di olio evo fino a ottenere una crema che poi ho scaldato a fuoco basso con un giro d’olio in. una padella piuttosto capiente.

    Dopo cinque minuti di cottura, ho aggiunto 300 ml di passata di pomodoro, una presa di sale fine e un pizzico di peperoncino, ho mescolato bene facendo attenzione a non far attaccare la salsa, ho messo il fuoco al minimo e lasciato cuocere, coperto, per una quindicina di minuti. E’ fondamentale che la salsa si addensi senza attaccare.

    Nel frattempo, ho cotto gli spaghetti, io ho usato quelli semi-integrali ma vanno bene tutti i tipi, li ho scolati al dente e li ho uniti nella padella alla salsa con l’aglione., mantecando per un paio di minuti.

    Un piatto squisito, semplice, toscano verace e completamente vegan.

    What else?