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  • Liebster Award

    NON SONO SICURA che si faccia così, ma volevo ringraziare davvero Buccia di Arancia per avermi nominato per il Premio Liebster Award

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    Nell’incertezza, copio le istruzioni pari pari dal suo blog e provo a rispondere a tutte e dieci le domande.

    Le regole sono semplici:

    1- Ringraziare e mettere il collegamento all’autore del sito che ci ha assegnato il premio
    2- Rispondere alle 10 domande poste da chi ci ha nominato
    3- Nominare altri 10 siti
    4- Proporre ai nostri candidati 10 domande
    5- Andare sui singoli siti e comunicare loro la nomina

    Ecco le domande di Buccia di Arancia con le mie risposte

    11-Per chi cucini di solito?

    Per le persone che amo

    2-Cosa non sei proprio capace di cucinare?

    Le seppie, mi vengono sempre dure come il cuoio

    3-Qual è invece il tuo cavallo di battaglia?

    Il risotto

    4-Una frase o citazione che ti identifica?

    Homo sum, humani nihil a me alienum puto

    5-Che musica ascolti?

    Di tutto, con l’esclusione dell’Heavy metal e della Techno-House

    6-Il tuo cantante o gruppo preferito?

    Phil Collins; Gianna Nannini

    7-Di che regione sei? E di che regione vorresti essere e perchè?

    Sono della Toscana e, come si dice a carte, “sono servita”

    8-Il tuo uomo o donna ideale?

    Non ci ho mai pensato.

    9-Se dovessi aprire un’attività….apriresti…?

    Un B&B sulla spiaggia: dalla California a Orbetello mi va bene tutto

    10-Se fossi un animale saresti…? Perchè?

    Un lupo, perché difende il suo branco. Lo fa anche un cane, ma è più facile da addomesticare…

    Ed ecco le domande per i miei “nominati”

    1- Perché sei diventato un foodblogger?

    2- Quali sono i cinque strumenti indispensabili in cucina?

    3- E i cinque ingredienti a cui non rinunceresti mai?

    4- Il libro di cucina più utile che tu abbia letto?

    5- Meglio un workshop con Bruno Barbieri o Gordon Ramsay?

    6- Il piatto che avresti vuoto inventare?

    7- Quale tipo di cucina ti intriga di più? Perché?

    8- Cosa cucineresti per conquistare una persona “speciale”?

    9- A chi pensi quando cucini?

    10- Il cibo: è meglio scriverne, cucinarlo o mangiarlo?

    Nomino per il Liebster Award questi amici blogger

    Pentole e Petali

    Silva Avanzi Rigobello

    Food Free Style

    Latokitchen

    La cucina di Marina

    La mia cucina semplice

    Amore zucchero e cannella

    Cuoche si diventa

    Dai mamma dai

    Coccola time

     

     

     

  • Linguine alle alghe, profumo di mare, sapore di mare

    PER IL MIO DEBUTTO nel  saporito, e scivoloso, mondo delle alghe commestibili ho scelto un piatto semplice  e squisito a condizione che si ami il gusto del mare: le linguine agli spaghetti. Trattandosi di un debutto, mi sono affidata a chi le alghe le produce e commercializza da tempo: Schooner, l’azienda che ho  conosciuto a Taste. Le sue alghe si trovano da Eataly e nei negozi specializzati in cibi dietetici perché sono alimenti eccezionali per la ricchezza di vitamina C e per le proprietá che hanno di “ripulire” il sangue dal colesterolo, inoltre vanno bene per chi é celiaco oppure vegetariano. A me intrigano per il gusto: mare pieno e anche un po’ forte in certi abbinamenti, ma se si vuole diminuire l’intensitá “marina” basta scegliere combinazioni con creme e salse – ce ne sono piú di quante si possa credere! – e la potenza del sapore di mare viene molto attenuata. Gli stuzzichini con alghe e crema di formaggi cremosi tipo robiola o caprino sono deliziosi e dal gusto leggero, delicato. Esistono vari tipi di alghe marine commestibili e in diverse presentazioni: fresche, disidratate e in polvere. Gli spaghetti di mare in genere si usano freschi, come ho fatto io, o reidratati e hanno un bel colore verde, con consistenza e forma di uno spaghetto, appunto.

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    INGREDIENTI

    200 grammi di linguine

    60 grammi di spaghetti di mare

    80 grammi di acciughe in olio d’oliva sgocciolate

    3 cucchiai di olio evo

    1/2 cucchiaio di mostarda alle alghe

    sale q.b.

    HO FATTO CUOCERE  le linguine e tre minuti prima di scolarle ho aggiunto gli spaghetti di mare che avevo giá lavato (almeno tre risciacqui in acqua fredda) e strizzato. Quindi ho scolato e condito con una doppia salsa ottenuta riducendo in pezzetti piccoli piccoli le acciughe in olio evo  e  mescolando la mostarda alla alghe con l’olio di marinatura delle acciughe.  La foto del piatto pronto mi era venuta davvero troppo male (lo so, non è la prima volta ma ancora con le foto non ci siamo :(( ) quindi ne ho presa una dal ricettario di Schooner. Le loro sì che sono belle!  Il sapore, però, era perfetto.  Sempre a patto che piacciano il sapore e il profumo del mare.

  • La ratatouille di Ducasse e la sogliola MIA

    IL RICETTARIO per bambini firmato da Alain Ducasse continua a essere un’ottima fonte di ispirazione per le nostre cene a menù unico, quelle, cioè, in cui cucino le stesse cose per tutti e non differenziate in base al numero dei mesi di vita. Nell’ultima incursione ispiratrice ho scelto la ratatouille, grande piatto della tradizione francese se possibile reso ancora più famoso dalla Pixar con il film dedicato al topo Remi e al suo desiderio di diventare uno chef. Far mangiare le verdure a una bambina di 16 mesi non è facile e quindi tanto vale fare un piccolo sforzo e preparare qualcosa di più gustoso, o almeno credo che lo sia, rispetto alla solita carotina al vapore! E visto che la sogliola, come buona parte del pesce, è uno dei cibi preferiti dalla mia piccina, alla fine l’ho aggiunta alla sua porzione di ratatouille e devo dire che… E’ STATO UN SUCCESSO. Finalmente ha mangiato tutto, pesce e verdure 🙂

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    INGREDIENTI

    1 zucchino

    1 cipollotto

    1 pomodoro medio

    1/2 peperone rosso

    1/2 melanzana

    Olio evo q.b.

    1 spicchio di aglio con la buccia

    2 foglie di basilico

    1 rametto di timo

    Filetti di sogliola del Mediterraneo freschi a seconda del numero dei commensali

    GLI INGREDIENTI indicati da Ducasse sono per un paio di porzioni abbondanti da bambino ma se fate come me e cucinate la ratatouille per tutta la famiglia dovete moltiplicare per il numero dei commensali. Se poi avanza qualcosa, è buonissima anche riscaldata o, al bisogno, congelata per un uso futuro. Certo, cotta e mangiata è meglio, ma è bene essere preparate per le emergenze alimentari. Allora, seguendo le istruzioni di chef Ducasse, ho preso l’aglio, l’ho lavato lasciando la buccia che ho punzecchiato con la punta di un coltello poi l’ho messo in una casseruola con un giro d’olio evo dove avevo cotto il cipollato tritato per un paio di minuti senza farlo imbiondire. Quindi ho aggiunto tutte le verdure lavate e tagliate a dadini, il timo e un pizzico di sale. Ducasse consiglia anche una punta di foglia di alloro ma io non ce l’avevo e quindi non ce l’ho messa. Ho cotto a fuoco vivo per circa tre minuti, ho coperto e abbassato la fiamma lasciando cuocere per altri dieci minuti, finché le verdure sono diventate tenere. Nel frattempo ho messo i filetti di sogliola nella vaporiera e ho cotto per circa cinque minuti, ma molto dipende dalla grandezza dei filetti perché se sono piccoli tre minuti bastano.  Una volta pronta la ratatouille, ho tolto lo spicchio d’aglio e il timo, ho spolverato con le foglie di basilico fresco sminuzzate e, solo per la mia bambina, ho aggiunto il filetto di sogliola anche questo sminuzzato. Ho condito con un filo di olio evo crudo et voilà, le verdure, per una volta, sono sparite in un batter d’occhio!

  • Cibo di strada, la festa è nel Castello

    LO CHIAMANO “di strada” ma, per una volta, la prossimitá con il caos e le intemperie non è sinonimo di scarsa qualitá. Lo Street Food sarà il protagonista del prossimo fine settimana a Castelfiorentino, un popoloso comune in provincia di Firenze noto agli amanti dell’arte per essere città che ospita un museo dedicato a Benozzo Gozzoli e agli amanti del paesaggio per la collocazione nel cuore della Valdelsa Fiorentina, una zona visivamente ricca in ogni stagione dell’anno, ma che raggiunge lo splendore in primavera, quando le colline sono un trionfo di verde punteggiato di alberi in fiore. Arrosticini (sono quelli nella foto sotto), trippa, arancini, lampredotto, piadine romagnole, pesce fritto nel cono, panini con la milza, panigacci, il Pastìn (una specie di salsiccia e formaggio aromatizzati) bellunese… l’associazione aretina Street Food che cura l’evento insieme all’associazione Tre Piazze e al Comune castellani non ha tralasciato nessuna delle regioni che del cibo di strada ancora conservano un uso e una tradizione. Quindi le rappresentanze nella centralissima pizza Gramsci dove si tiene la manifestazione spaziano davvero dalle Alpi alla Sicilia. Con una puntatina anche nel Nord Europa per addolcire la bocca a tutti: ci sarà uno stand che farà waffles freschi ogni giorno. A completare l’offerta, una selezione di birre artigianali a marchio Street Food.

    arrosticini

    La festa dedicata al cibo di strada prenderà il via alle 17 del 21 marzo e proseguirà ininterrottamente fino a mezzanotte, sabato 22 gli stand saranno aperti dalle 10 alle 24 e così pure domenica, con chiusura, però alle 22. Domenica ci sarà un motivo in più per visitare Castelfiorentino: la festa di Primavera 🙂

  • A Taste le scoperte non finiscono mai

    INUTILE NEGARLO, a Taste mi sono divertita e, a momenti, proprio entusiasmata. Mi sentivo come un pesce nell’acqua. Non solo per la straripante bontà/bellezza delle centinaia dei prodotti che ho visto (una piccola, piccola, piccola percentuale l’ho pure assaggiata), un’esposizione ininterrotta di gioielli dell’agroalimentare italiano ed estero in cui mi sarei potuta serenamente perdere per almeno un paio di giorni, ma anche per la possibilità di verificare da fonti autorevoli come sta la produzione alimentare di eccellenza italiana. Oltre a curiosare fra tutte le ultime pubblicazioni in fatto di ricettari più o meno blasonati e monografie dedicate a spezie, formaggi, birre, tè, vini… Gli stand degli editori Giunti e Guido Tommasi da soli valevano la visita. Lo ripeto, per un’amante di cucina, agroalimentare e dintorni un vero paradiso. Mi è piaciuto moltissimo anche partecipare al dibattito sull’Italian Sounding – al quale dedicherò un post specifico – che, fra l’altro, ha fatto il pieno di pubblico come se a parlare ci fosse una rock star invece di produttori di olio e presidenti di consorzi alimentari. Per la verità, una rock star del settore c’era, Oscar Farinetti, inseguito e assediato da giornalisti e fotografi come Bono Vox dopo una conferenza stampa 🙂

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    MA LA COSA che, forse, mi è piaciuta di più a Taste è stata la scoperta delle alghe alimentari. Ne ho sentito parlare spesso, la prima volta da Igles Corelli durante un workshop a Identità Golose qualche anno fa, e via via ne ho letto sempre più di frequente, ma non avevo mai trovato nessuno che le presentasse su crostini e tartine in assaggio a una fiera e, soprattutto, le commercializzasse come si potrebbe fare con una confettura o una mozzarella di bufala. Le alghe biologiche di Schooner, un’azienda che ha la sede a Empoli (Firenze) sono biologiche, vengono raccolte in Bretagna e arrivano nei negozi specializzati dove vengono vendute fresche fresche, come appena raccolte. Ma il bello è che non sono difficili da preparare come pensavo. Basta sciacquarle dal sale e seguire le istruzioni che ti regalano quando le compri. Le alghe non servono solo per preparare i maki giapponesi, ci si fanno insalate, flan, salse, pesto, zuppe col pesce e persino le zeppole alla napoletana. Sono deliziose come frittelle salate. E hanno valori nutrizionali stupefacenti, oltre a un sapore che può essere delicato o potente a seconda dell’alga scelta.  Se qualcuno ha occasione di andare da Eataly le trova in vendita, oppure, a Eataly Firenze, fino a domenica prossima le cucinano al ristorante fuori menù. Ovviamente, ne ho comprata una vaschetta e appena l’avrò preparata vi aggiornerò.