una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


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Pasta e fagioli, profumati e volgari come donne di malaffare

LA METAFORA non è mia, la prendo in prestito da chi l’ha coniata, ma mi è sempre sembrata l’unica possibile per descrivere la pasta e fagioli. Un piatto povero, che nella versione canonica è falsamente semplice da preparare,  radicato nel profondo di chi ama la tradizione italiana nella sua forma più antica. Un grande classico dove tutto si gioca sulla qualità degli ingredienti. Io pratico una versione semplificata, senza soffritto e lardo per ragioni di trigliceridi, ma alla fine nemmeno mi dispiace avere un gusto piú leggero.

Non c’è niente di più  confortante della pasta e fagioli quando fa freddo e magari capita che la neve batta le nocche sulle finestre.

Nell’occasione, ho pensato a una massima di Gordon Ramsay che suggerisce, quando si ‘gioca’ in cucina, di aggiungere una mossa, un twist, ai grandi classici per renderli più personali. Io sono anni luce dalle sue capacità, quando rivisita i classici chef Ramsay inventa l’indimenticabile, ma ho voluto provare e a questa mia personale versione della pasta e fagioli, profumata e volgare come donne di malaffare, ho aggiunto  qualcosa di antico nel sapore e un po’ nobile nel lignaggio: la noce moscata.

Il risultato? Della serie ‘intrigante, da ripetere’.

Le foto, come sempre, non rendono giustizia al gusto. E no, nonostante le apparenze, non ho irrorato il piatto con l’olio 🙂

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INGREDIENTI

150 grammi di pasta (anellini integrali con Senatore Cappelli)

300 grammi di cannellini bio lessati

1 presa di sale

noce moscata q.b.

1 macinata di pepe fresco

Olio evo q.b.

1 spicchio di aglio

FATE RINVENIRE i fagioli per 12 ore in acqua minerale, sciacquateli e  lessateli in abbondante acqua minerale con lo spicchio d’aglio e il sale aggiunto a fine cottura. Passateli al mixer così da ottenere una purea abbastanza lente e  aggiungete gli anellini integrali quando la purea è già calda ma non bollente. Aggiustate di sale se necessario. A fine cottura, aggiungete la macinata di pepe nero e un po’ di noce moscata. Impiattate e condite con olio evo, meglio se toscano.


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Un bistreet che si fa notare

BDFE5171-E3CD-497B-8A73-9DEF6632CCA6FRA le poche cose buone che il 2018 ha portato finora, devo segnalare un bistrot  che ha aperto da un paio di mesi nel centro di Empoli e che si chiama “Il Campaccio” . O anche il Bistreet, come recita il sottotitolo del biglietto da visita, “locale per chi è di passaggio e per chi resta”.

Invece di sperticarmi in descrizioni del decor minimalista ma caldo e accogliente, del menù corto e di qualità del ristorante e dell’ampia scelta di pizze e birre artigianali o vini, vi racconterò cosa mi piace del Bistreet.

L’atmosfera.

Mi dà spesso l’impressione di trovarmi in viaggio in qualche paese del Nord Europa mentre bevo un cappuccino nel cuore della Toscana. Una sensazione strana, ma piacevole per chi ama viaggiare e soffermarsi su quei dettagli che spesso, di un viaggio o una trasferta all’estero, sono il senso più nascosto e irrinunciabile. Il bagaglio personale non condivisibile di emozioni minimal-intese.

Tornando al Bistreet, credo che all’atmosfera di “altrove da noi” così cara ai viaggiatori spensierati contribuisca il fatto che si può fare una colazione lenta al tavolino con i muffin fatti in casa e guarniti di cioccolato, frutta, crema oppure rintanarsi nella saletta che si affaccia sul ristorante e immergersi nella lettura, giocare con l’iPad, le chat di whatsapp o quello che vi pare consumando una tisana o un caffè o una fetta di torta. Magari una schiacciatina farcita al momento. Nessuno vi disturberà o vi manderà via perché il vostro tempo è scaduto. Proprio come succede “altrove” dalle nostre abitudini frettolose e frugali: un caffè al bar non dura mai oltre i 5 minuti e pochi secondi. Il sabato mattina al Bistreet fanno anche il brunch e, aggiungo, vale la pena provarlo.

7DB31D9F-F297-406B-B078-C0C432A9E998A dirigere il traffico al Campaccio Bistreet ci sono Laura (la vedete nella foto) e Lucia, anima e cuore di un locale che può riservare molte sorprese gustose. Il menù è mensile e in questo scorcio di febbraio si possono ancora gustare la vellutata di cavolfiore e noci o il classico croque monsieur riveduto e corretto alla maniera della casa. La pizza c’è sempre, anche a pranzo.

Il resto, sperimentatelo da soli, se vi va.

https://it-it.facebook.com/campacciobistreet/

 


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Dolce d’inverno

COME RESISTERE alla tentazione di una torta in una grigissima serata d’inverno ? In fondo Oscar Wilde aveva ragione, meglio cedere. La scelta di rendere omaggio alla stagione più bistrattata dell’anno – mai sentito dire “quanto amo le fredde, grigie, buie giornate d’inverno”- cercando di riprodurne con dolcezza il carattere forte e ineludibile è nata anche per rendere felice la pupa, chiusa in casa per la pioggia e più irrequieta del solito: adora il cioccolato e pasticciare in cucina con me o con chiunque abbia il coraggio di sceglierla come partner.

Il cioccolato è invernale, anche se nasce sotto il sole più caldo.

Le melagrane sono un frutto coloratissimo, ma pur sempre invernale

La marmellata di arance è invernale esattamente come i primi due ingredienti

Ecco nata la mia personale versione di una torta d’inverno

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IL FIORE bianco è un contributo della mia aiutante (leggi figlia di 5 anni) e l’idea delle noci è il tocco del di lei genitore maschio (leggi babbo, assiduo consumatore di dolci di ogni tipo e consistenza) . Insomma, questo dolce è stato un gustoso affare di famiglia.

INGREDIENTI

3 uova

200 ml di latte intero

100 grammi cacao in polvere

200 grammi farina 00

1 bustina di lievito madre secco

100 grammi di zucchero

150 grammi di burro

1 presa di sale

1 melagrana

4 gherigli di noci

80 grammi di marmellata di arance

MESCOLATE in una capiente zuppiera tutti gli ingredienti in polvere, in un’altra zuppiera mescolate il latte, le uova sbattute e il burro fuso quindi versate il composto nella zuppiera con farina e cacao e mescolate energicamente per almeno 5 minuti con le fruste a mano o con lo sbattitore (potete ridurre a 2/3 minuti in questo caso). Il composto deve risultare liscio e piuttosto “lente”. Versate in una tortiera precedentemente imburrata e passate in forno ventilato a 170 gradi per una trentina di minuti. La cottura comunque va controllata perché tanto tutti i forni sono diversi quindi occhio a non far bruciare la torna o tirarla fuori mezza cotta.

La prova con lo stecchino infilato al centro vale sempre, almeno per me.

A cottura ultimata, fate raffreddare, togliete la cerniera alla tortiera e stendete la marmellata in superficie, quindi decorate con i chicchi di melagrana e i gherigli di noce.

Se volete proprio farvi “male”, aggiungete a parte una porzione di crema Chantilly.

EVVIVA L’INVERNO 🙂


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Crema di peperoni per ravioli vegetariani

I RAVIOLI con ripieno completamente vegetale non li avevo mai mangiati. Li ho visti nel banco di una gastronomia che di solito non frequento e ho deciso di comprarli all’istante. Quindi per la preparazione della pasta ho impiegato davvero pochissimo tempo.

La scelta del condimento per questo debutto sulla mia tavola è stata un po’ più laboriosa. Per un assaggio “in purezza” pensavo a un giro d’olio Evo – ho un Igp Toscano strepitoso  in dispensa – e una spolverata di pecorino semistagionato. E’ spesso il sistema migliore per capire un sapore green esaltandone le caratteristiche.

Poi ho visto i peperoni dolci nel frigo e ho cambiato idea.

A QUESTO giro, l’elenco degli ingredienti davvero non serve.

Prendete quattro o cinque peperoni dolci, passateli al vapore, spellateleli, togliete i semini e metteteli nel bicchiere del frullatore a immersione. Aggiungete un cucchiaio di olio evo e una presa di sale e frullate fino a ottenere una crema omogenea. Aggiungete una spolverata di curry dolce e una macinata di pepe fresco quindi passate la crema in padella con poco olio caldo e unite la pasta ripiena scolata al dente. Mescolate con delicatezza, impiattate e condite con una grattugiata di parmigiano o pecorino semistagionato.

Bon appetit.

p.s. Cosa c’era nel ripieno dei ravioli? Verdure, verdure e ancora verdure ma, vi sorprenderò, niente patata né zucca gialla. Uno scoppiettìo di sapori davvero notevole.


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Tagliolini con asparagi, pomodorini e bottarga

CE NE HO MESSO di tempo, gennaio ormai è finito, ma per questo 2018 che si è annunciato come gli anni che lo hanno preceduto, ho deciso di cambiare e non fare nessun proposito. Verrà quello che verrà.

L’unico, irrinunciabile obiettivo è di vivere un po’ di più il momento e un po’ meno un futuro che potrebbe non essere come lo immagino.

Quindi, per sottolineare i non propositi del 2018, mi sono regalata un piatto che ho amato dall’inizio alla fine.

La scelta della bottarga insieme agli asparagi, lo ammetto, è azzardata ma forse il desiderio di cambiamento, di uscire da quanto conosco e mi rassicura, alla fine prende sempre il sopravvento ed ecco che sono arrivati questi tagliolini con asparagi, pomodori confit e bottarga. Ho anche pensato di aggiungere uovo e parmigiano, ma mi sono trattenuta.

Ma non è detto che non ci proverò.

Ho accompagnato con un calice di bollicine delicate e dal profumo leggero, fresco, che si consuma in un attimo, lasciando, comunque, un piacevole ricordo.

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DIMENTICAVO!

La foto è fatta prima di aggiungere la bottarga…

INGREDIENTI

250 grammi di tagliolini di pasta fresca

1 mazzo di asparagi piccoli

3 cucchiai di olio evo

1 manciata di pomodorini ciliegino

Sale q.b.

Bottarga q.b.

2 spicchi di aglio

FATE CUOCERE i tagliolini in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto una cucchiaiata di olio prima di buttare la pasta per evitare che i tagliolini si appallino. In una padella capiente fate imbiondire l’aglio e poi aggiungete i pomodorini e le punte degli asparagi preventivamente scottate in acqua bollente salata, portate a cottura e quindi versateci sopra i tagliolini scolati al dente. Finite di cuocere e impiattate. Quindi aggiungete la bottarga.