una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)

A sorpresa, il gran libro del Riso Gallo

QUANDO MIA mamma mi ha detto “Ti porto un libro pieno di ricette di riso e risotti così ti diverti” in tutta onestà avevo dei dubbi. Più sul contenuto del libro che sul divertimento. Quando ho visto che era una pubblicazione del Riso Gallo, i dubbi sono aumentati. Per pregiudizio, non per altro. E ancora una volta il pregiudizio si è rivelato per quello che è:  un’azione sbagliata. L’edizione numero 8 della Guida Gallo – 101 risotti dei migliori ristoranti del mondo edito dalla Giunti si è infatti rivelato un ricettario prezioso e divertente, pieno di idee e suggerimenti firmati da grandissimi chef e arricchito (oltre che da alcuni redazionali piuttosto circostanziati) da belle foto e preziosi consigli su dove andare a gustare gli strepitosi risotti di cui ha così laboriosamente raccolto le preparazioni. E quando dice “i migliori ristoranti di tutto il mondo”, intende proprio di tutto il mondo. Le cucine italiane sono in maggioranza, ma si spazia dalla Locanda Locatelli a Londra a Le Cirque di New York passando per i Paesi Baschi, Parigi, Mosca, Shangai, Lisbona, Berlino, Singapore.

L’ho letto con curiosità crescente e spigolando fra le 101 proposte, sebbene tutte da provare, mi sono entusiasmata per quelle firmate da Mariuccia RoggeroRisotto allo spumante con pere in fonduta Bettelmatt , Holger ZurbruggerCostolette di antilope avvolte nel brick su risotto al miele d’acacia e spezie, e Leonardo MarcoRiso Venere con vongole, scampi e zucchine con salsa di crostacei.  Fin qui, l’entusiasmo. Le ricette che, invece, prima o poi dovrò anche tentare di riprodurre sono quelle che proprio mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca, quelle per cui mi sono detta ora prendo l’aereo, treno, auto e vado a mangiarmene un piatto subito subito. Il mio personale podio, con soli ex aequo, è costituito dal Risotto all’aragosta” di Sirio Maccioni – e un viaggetto a New York lo farei così volentieri – dai Cannelloni di risotto di verdure con carré di agnello di Asier Abal Gaston – che conferma che quando si parla di fornelli i baschi hanno sempre qualcosa da insegnare, e poi a San Sebastian non ci sono mai stata – e dal Sandwich di riso e foie gras di Enrico e Roberto Cerea, e magari un fine settimana a Bergamo riesco pure a organizzarlo in tempi brevi, anche se per mangiare “Da Vittorio” bisogna prenotare con un certo anticipo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...