una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


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Un perfetto uovo alla Gordon Ramsay

QUALCUNO mi ha già fatto notare che con questo Gordon sto cominciando a stressate tutti, ma io la mia dichiarazione di intenti l’ho fatta a gennaio: quest’anno sto con chef Ramsay per vedere se miglioro almeno un po’ e se il topastro di Ratatouille ha ragione ed è vero che tutti possono imparare a cucinare. Quindi, tornando a Gordon, ho scoperto che fare un uovo in camicia, un poached egg per la precisione, non è quella scemenza tecnica che si potrebbe pensare.

Delle molte alchimie che ho sperimentato e ammirato in cucina, la preparazione è una di quelle che mi ha colpito di più perché avviene in pochi minuti e sembra veramente la realizzazione di una pozione magica. Seguendo gli insegnamenti di chef Ramsay per fare un uovo in camicia sono necessari una casseruola dai bordi molto alti, io per non sbagliare ho usato lo wok, uova freschissime, mia madre Dio la benedica ha le sue galline che razzolano nel recinto e dormono ‘a pollaio’, e un cucchiaio di aceto di mele o quello del sushi che sono meno intensi nel sapore e nell’aroma di quello di vino.

PER PRIMA cosa l’acqua. Deve essere molto calda, ma non deve bollire altrimenti il movimento impedirà di vedere bene cosa si sta facendo. Prima di ‘buttare’ l’uovo, bisogna creare un vortice nell’acqua girando con un mestolo dal manico lungo così da creare un tempo più lungo dove poi faremo scivolare l’uovo che, per avere una bella camicia, deve essere il più fresco possibile. Un aiuto alla coagulazione dell’albume viene dall’aggiunta di un cucchiaio raso di aceto. Non chiedetemi perché, non lo so, ma Ramsay lo dà come suggerimento e io gli credo. Dunque, quando iniziano a formarsi le bollicine, quelle piccole piccole che annunciano l’ebollizione, è il momento di far scivolare l’uovo. Che, per praticità e miglior risultato, deve essere aperto e sgusciato dentro una tazza o una piccola scodella e fatto scivolare dentro il vortice. Si continua poi a girare l’acqua e si aspetta che l’uovo si vesta della camicia.

Non è una magia? I miei primi due tentativi sono andati abbastanza male, ma il terzo è stato un successone. La foto, come sempre, non rende giustizia, ma per cottura e sapore sono stata fiera del mio poached egg, che vi mostro nella mia porcellana giapponese preferita. Le uova in camicia sono perfette per alcune zuppe giapponesi. Ma questo è un altro post 🙂

P.s. Ho aggiunto olio e curcuma per fare una prova colore, ma la prossima vota vado di peperoncino. Il rosso ci sta molto meglio !


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Settimana Veg 2017: io ci sto, e tu?

Io ci provo e voi?

La Cucina di Verdolina

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Settimana Veg è arrivata alla sua quarta edizione e ha già raggiunto un’ampia quota di partecipanti. Si tratta di una Challenge: 7 giorni vegan, dal 22 al 28 Maggio. Perchè? Per gli animali, per il pianeta e per la nostra salute. Aderendo all’iniziativa di Essere Animali, inserendo il proprio nome e la propria e-mail, si riceve via mail un ricettario veg da usare come ispirazione per le ricette della settimana, bilanciato e salutare. Sette giorni non sono poi così impegnativi e per chi ancora è scettico o ha qualche dubbio questa iniziativa può essere l’occasione ideale per mettersi in gioco insieme ad altri partecipanti. Qui trovate il sito ufficiale della Settimana Veg e su facebook potete iscrivervi alla pagina dedicata e condividere con migliaia di persone questa esperienza.

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Muffin ‘destrutturati’ ai grani antichi, cocco e cacao

SAPETE quella storia che si sente ripetere spesso e che esorta a guardare le cose da un’altra visuale, un altro punto di osservazione insomma in modo diverso dal solito? Bene, all’ennesima foto con la luce sbagliata, l’impiattamento venuto male e persino i ‘riccioli’ con la crema fatti storti ho deciso che tanto valeva provare. E ho spaccato il mio muffin che tanto amorevolmente avevo preparato nel piatto con le fragole a fettine e la crema di yogurt, miele di acacia e cannella sparsa artisticamente a guarnire.

Il risultato mi piace più così, a pezzi, vivo e colorato in un caos che se non è creativo almeno dà il senso della vivacità che comunque pervade in piatto quando ne scomponiamo la canonica compostezza.

Un po’, o anche molto, come succede nella nostra esistenza quando qualcosa o qualcuno ci obbliga a cambiare il passo.

Come è successo a me oggi.

I muffin? Una vassoiata è finita in una merenda. Giudicate voi…

 

INGREDIENTI

100 grammi di farina di grani antichi

100 grammi di farina di cocco

30 grammi di cocco in fiocchi piccoli

70  grammi di cacao amaro

3 uova

100 grammi di burro fuso

125 grammi di yogurt intero

200 grammi di zucchero di canna

20 grammi di lievito madre secco

150 ml di latte

1 presa di sale

 

 

MESCOLATE  insieme tutti gli ingredienti secchi e in un altro recipiente mescolate tutti quelli umidi lasciando fuori il lievito che farete sciogliere in poco latte tiepido con un cucchiaino di zucchero. Quando gli ingredienti sono pronti, uniteli impastando per poco tempo e in finale aggiungete il lievito, mescolate un’ultima volta e riempite gli stampini precedentemente imburrati e infarinati . Passate in forno caldo per circa 20 minuti e comunque fino a cottura ultimata.

Bon appetit 🙂