una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


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Polenta bianca, pesce rosso

LA POLENTA bianca, per me, é una scoperta recente e felice, perché il suo gusto  piú delicato rispetto a quella gialla mi pare la renda pure piú versatile con le portate. In questi giorni freddi, l’ho usata in un piatto unico di mia invenzione, che, come è accaduto spesso ultimamente, non potrò mostrarvi perché ancora non sono riuscita a mettere a posto il caricamento delle foto. E in questa occasione, devo dire, é particolarmente  penalizzante, perché il contrasto di colori fra la polenta e il pesce persico con crostacei e pomodorini confit é davvero bello, una volta impiattato fa venire in mente un vulcano imbiancato con la lava incandescente che cola dalla cima.

Poesia a parte, la polenta bianca col pesce sta bene e non ci vuole nemmeno troppo tempo a prepararla, perché mentre cuoce la polenta si ha il tempo di fare tutto il resto 🙂

INGREDIENTI

250 grammi di farina di mais bianco

2 litri di acqua

30 grammi di burro

Sale q.b.

1 filetto piuttosto grosso di pesce persico

2/3 etti di crostacei e gamberetti misti tipo quelli per condire la pasta

 Olio evo q.b.

10 pomodorini maturi

2 spicchi di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

LA SCELTA  del pesce persico non è tassativa, potete usarne anche altri tipi se vi piacciono di piú, ma il persico ha una polpa morbida e carnosa che secondo me sta bene con la consistenza della polenta e quindi…

Preparate la polenta nel modo tradizionale con la farina di mais bianca che verserete a pioggia nell’acqua salata e bollente. Io uso sempre la frusta sia quando verso la farina sia quando la rigiro. La polenta deve cuocere almeno una quarantina di minuti. Alla fine aggiungete il burro e completate la cottura.  Tagliate i pomodorini a metá, svuotateli dei semi e metteteli da una parte a sgrondare. In una padella, fate scaldare l’olio con l’aglio, aggiungete il misto di crostacei e i pomodorini e fate cuocere per una decina di minuti, salate e mettete lo zenzero, quindi completate la cottura sfumando col vino bianco, come se preparaste un sugo per la pasta. Prendete il filetto di persico e tagliatelo a strisce e cuocetele adagiandole sul misto di crostacei e incoperchiando la padella negli ultimi dieci minuti di cottura a fuoco basso. Impiattate la polenta e disponete i crostacei  e i filettini di persico al centro, condite con un filo d’olio a crudo e servite.


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Artigianale è meglio: ecco chi è il birraio italiano 2014

Solo due parole per introdurre una manifestazione che sta crescendo col tempo e che ha ormai raggiunto l’attenzione di molti appassionati delle birre artigianali, di cui l’Italia sta diventando un centro di produzione importante e stimato.  Se avete l’occasione di andare domani, approfittatene, altrimenti tenete d’occhio i finalisti: hanno cose buone da farci conoscere 🙂

 

“Cresce l’attesa per il premio Birraio dell’Anno 2014, riconoscimento ideato e organizzato da Fermento Birra (www.fermentobirra.com) .

Giunto alla sesta edizione, Birraio dell’Anno si impone come uno dei momenti celebrativi più attesi dal settore, forte della sua natura: un “Pallone d’oro” della birra che non vuol consegnare medaglie ad un’etichetta in particolare, ma ad un birraio in carne ed ossa per il lavoro svolto nel corso di un intero anno.

Un premio che negli anni ha visto incoronare i più grandi birrai italiani e stilare classifiche utili per chiunque voglia farsi un’idea, bevendo ovviamente, dell’autorevolezza e della caratura internazionale dei nostri artigiani della birra (www.birraiodellanno.it/palmares)

Quest’anno i 5 candidati al titolo individuati dalle  preferenze espresse  dai circa settanta esperti sono: Giovanni Campari del Birrificio del Ducato di Roncole Verdi di Busseto (PR), Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (TO), Simone Del Cortivo del birrificio Birrone di Isola Vicentina (VI), Luigi “Schigi” D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA), Donato Di Palma del birrificio Birranova di Triggianello (BA).

Il vincitore del premio Birraio dell’Anno sarà svelato a Firenze giovedì 22 gennaio allo Spazio Alfieri in via dell’Ulivo, 6 con un evento aperto al pubblico (costo di partecipazione 10 euro degustazione di 5 birre inclusa). Si parte alle 19.30 con un aperitivo (facoltativo) a cura di “I Ragazzi di Sipario”, cooperativa composta da un gruppo di diversamente abili da anni con successo impegnati nella ristorazione fiorentina (costo aperitivo 8 euro comprensivo di birra). Alle 20 il noto degustatore Lorenzo “Kuaska” Dabove darà inizio alla speciale degustazione presentando attraverso l’assaggio guidato di 5 birre i primi 5 migliori birrai dell’anno passato. La serata culminerà con la nomina del Birraio dell’Anno 2014.

Dopo la premiazione, l’evento si sposterà al vicino Beer House Club di Corso dei Tintori, 34. Alla spina saranno servite le birre dei 5 migliori birrai d’Italia alla presenza degli stessi produttori. Ingresso gratuito.

Programma

dalle 19.30 alle 21.45
Spazio Alfieri (Via dell’Ulivo, 6 – Firenze)
Evento di premiazione condotto da Lorenzo “Kuaska” Dabove.
Costo d’ingresso: 10 euro comprensivo di degustazione guidata di 5 birre presentate dai 5 birrai candidati al titolo. Prenotazione facoltativa a info@fermentobirra.com.

dalle 22 alle 2.00
Beer House Club (Corso Dei Tintori, 34 – Firenze)
La festa post premiazione sarà celebrata al vicino Beer House Club. Alla spina saranno servite le birre dei 5 migliori birrai d’Italia alla presenza degli stessi produttori. Ingresso gratuito”.


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Sono tornata! Con le aringhe…

DICEMBRE  2014 è stato forse il piú difficile, doloroso e penoso dicembre che ricordi della mia vita adulta. Mi è successo di tutto in negativo, a cominciare dall’essere investita da un furgone mentre tornavo a casa dal lavoro in bicicletta. Tutti mi dicono che sono stata fortunata perchè non sono stata uccisa – me la sono cavata con lussazioni, contusioni, commozione cerebrale, graffi e lividi un po’ ovunque sul corpo – e guardandola da una prospettiva “finale” è vero. Ma se quel cretino alla guida del furgone avesse pensato a cosa stava facendo invece di pensare ad altro e non mi avesse investito, ecco, quella sarebbe stata fortuna secondo me. Il dito steccato mi ha impedito di scrivere (lo faccio anche adesso usando solo il pollice della mano sinistra e non è divertente!) e il ginocchio steccato di stare in piedi davanti a forni e fornelli. Ma la prossima settimana ho la visita dall’ortopedico e spero vada tutto bene, quindi tornerò in gran spolvero 🙂

Intanto ecco l’unico antipasto di Capodanno che sono riuscita a fare con l’aiuto del mio amore: filetti di aringhe con burro e mele marinate alle alghe.

Ho scoperto questa ricetta mentre facevo zapping alla tv confinata sul divano e l’ho memorizzata meglio che ho potuto, anche perché non è certo complicata, ma, forse, nemmeno troppo ortodossa nell’esecuzione.

INGREDIENTI

1 o 2 mele Steinman o comunque piuttosto aspre

1 filetto di aringa affumicata

70 grammi di burro

1 cucchiaio raso di alghe marine essiccate

2 lime

STRIZZATE in una ciotolina il succo dei lime, aggiungete una puntina di zucchero e sale, mescolate facendo sciogliere bene i cristalli, aggiungete le mele sbucciate e tagliate a fette di circa mezzo centimetro, mescolate ancora molto delicatamente per non spezzare le fettine e poi aggiungete il cucchiaio di alghe sbriciolate. Lasciate a marinare coperto. Preparate l’aringa dividendola in due filetti e mettetene uno su ogni piatto da portata. Coprite il filetto di aringa con sottili riccioli di burro non salato, sui quali adagerete le fettine di mele marinate. Servite subito, accompagnando con spumante ghiacciato.

BUON 2015 a tutti