una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


Lascia un commento

Calici di stelle in Piazza del Campo

HO LAVORATO ALCUNI ANNI a Siena e per buona parte di quegli anni mi sono sempre sentita un’estranea non troppo benvoluta, come credo si senta la maggior parte di quelli che sono nati fuori porta Camollia. Verso la fine della mia permanenza lavorativa, però, qualcosa è cambiato, mi sono accorta che in fondo, con tutti i limiti delle guerre di campanile e la scarsa affezione per gli “stranieri”, quella città umbratile e misteriosa, piccolissima eppure internazionale, direi quasi centripeta, mi apparteneva almeno un po’. Meritava il mio affetto e la mia nostalgia  anzi tempo di piazza del Campo, delle sue strade strette e ripide, dei suoi mattoni caldi al sole e al vento. E della sua gente scontrosa. Verace. Una nostalgia che ora, che vivo e lavoro da un’altra parte, provo forte per le atmosfere, la luce ottobrina, le notti d’estate dal passo lento e intenso che si vivono e si respirano a Siena. Per tutte queste ragioni  mi sento di caldeggiare la manifestazione Calici di stelle che si tiene il 10 agosto, la notte di San Lorenzo, nel complesso museale del Santa Maria della Scala, al Museo Civico e a Palazzo Sansedoni e che, come in tutte le Città del Vino d’Italia, è dedicata alla degustazione di bianchi, rossi, rosé e spumanti in contesti artisticamente o paesaggisticamente eccezionali. Un’occasione per riconciliarsi con la vita e col mondo che ci circonda o semplicemente per stare insieme a chi si ama sorseggiando un buon vino e ascoltando jazz.


1 Commento

Meat free Monday col riso delle Mille e una notte

NON MI RICORDO se il riso viene mai menzionato nei favolosi racconti che Sherazade inventa per non farsi tagliare la testa dal principe e mi ricordo, invece, che detti racconti sono ambientati per lo più a Baghdad, che col Mediterraneo ha poco a che spartire, ma il riso alle spezie e zafferano che ho preparato secondo la ricetta della cucina mediterranea firmata da Claudia Roden mi ha catapultata in quella del gran Visir e avrei potuto serenamente indossare babbucce di seta dalla punta ricurva e pantaloni da odalisca per mangiarlo. Sul bustino e la pancia scoperta preferisco, comunque, passare la mano, nemmeno le meraviglie della cannella con burro e pinoli riescono a farmi dimenticare che ho ancora bisogno di un paio di mesi di Pilates “a bestia” prima di avventurarmi in mise succinte.

image

INGREDIENTI

250 grammi di riso basmati

45 grammi di burro

1 litro scarso di brodo (di carne o di verdure a seconda dei gusti, la Roden suggerisce di carne)

6 chiodi di garofano

1 cucchiaino di semi di cardamomo

3 cucchiai di pinoli

1/2 cucchiaino di filamenti o di polvere di zafferano

3 cucchiai di pistacchi tritati grossolanamente

3 cucchiai di mandorle tritate grossolanamente

2 bastoncini di cannella

Sale e pepe q.b.

LA PRIMA OPERAZIONE è lavare il riso e Claudia Roden suggerisce di farlo rapidamente con acqua calda o bollente. Per cuocerlo, invece, ho messo sul fuoco vivo una capiente casseruola con dentro il brodo e l’ho portato a ebollizione poi ho aggiunto la cannella, i chiodi di garofano e il cardamomo, ho abbassato la fiamma e lasciato sobbollire, la Roden usa un verbo francese bellissimo “mijoter”, per una decina di minuti, quindi ho aggiunto lo zafferano, sale, pepe e il riso che, una volta lavato, avevo raffreddato con acqua ghiaccia. Ho riportato a ebollizione e ho abbassato al minimo lasciando cuocere per una ventina di minuti, avendo cura di aggiungere un po’ di brodo tenuto da parte se vedevo che il riso tendeva ad asciugare. Quando era quasi cotto, ho aggiunto il burro a fiocchetti e mantecato per un paio di minuti poi l’ho cosparso di pinoli e mandorle tostati e pistacchi e ho servito subito, ben caldo.

Un Meat free Monday molto Sherazade style.