una cuoca pericolosa

Cibo e idee per tempi da lupi (e non solo)


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Filetto di maiale in salsa… delusione

QUANDO HO SCELTO la ricetta dal libro di Claudia Roden dedicato alla cucina mediterranea qualche dubbio lo avevo, i medaglioni di maiale con salsa al Madera erano invitanti, ma la carne di suino ha la tendenza a risultare dura una volta cotta e quindi evito accuratamente di cucinarla (e mangiarla). L’ospite invitato a cena, peró, é un gran mangiatore di carne e adora il maiale quindi ho messo da parte le mie riserve sulla carne di  porco, mi sono autoraccomandata di seguire le istruzioni alla lettera e mi sono buttata. E me ne sono tanto pentita… Il sapore era buono, davvero buono, ma i filetti di carne a fine cottura avevano assunto una consistenza che ricordava vagamente le gomene da attracco. E a poco sono servite le patate alle erbe e spezie con cui li avevo accompagnati. Ma quelle, almeno, erano cotte perfettamente.

imageINGREDIENTI

4 filetti di maiale

Un bicchiere di marsala

Olio evo q.b.

Sale e pepe macinato fresco

Una noce di burro

HO MESSO l’olio a scaldare in una padella con la noce di burro a fuoco vivo poi ho aggiunto i filetti e li ho fatti dorare da una parte e dall’altra. Ho salato e pepato quindi ho versato il marsala e ho fatto cuocere ancora qualche minuto, finché il vino si è un po’ addensato a formare una crema molto lente. A questo punto ho spento e lasciato riposare per un minuto o due prima di impiattare. E poi ho desiderato non essere stata io ad aver cucinato. Mi chiedo ancora dove ho sbagliato e perché i miei filetti siano venuti duri e tigliosi, non come quelli che Claudia Roden scrive dovrebbero venire morbidi e saporiti. Saporiti lo erano, ma io ho un altro concetto di morbido. Anche il mio ospite, che ha molto riso del mio disastro e si è consolato con le patate.


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S.O.S. BRUNCH DI BATTESIMO!!!!

SOS.SOS.SOS. Qualcuno ricorda la canzone degli Abba “Sos”? Ecco, sono in quella situazione, ma non per una storia d’amore in pezzi (per fortuna!) . A fine settembre si svolge un evento importantissimo per un caro amico: battezza il suo bambino e mi ha chiesto di inventare un menú per il brunch che seguirá la cerimonia religiosa. Vuole qualcosa di speciale, ovviamente,  un menú sfizioso e pieno di gusto, che si faccia ricordare, insomma. Ho accettato con entusiasmo di realizzarlo, ma ora sono nel panico, non trovo niente che mi sembri all’altezza dell’impegno preso.

Piú ci penso e meno mi vengono idee buone. Tante idee, ma nessuna che mi convinca. Allora mi sono detta, visto che lá fuori ci sono tutti i miei amici gastronauti, food lovers, food blogger e buongustai perché non chiedere consiglio? Molte teste pensano sempre meglio di una!!! Quindi, vi prego, mandatemi suggerimenti, ricette, idee, qualunque cosa ma fatemi realizzare un brunch di battesimo indimenticabile.


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Meat free Monday: pomodori alla napoletana

I POMODORI si trovano tutto l’anno, ma il gusto e il profumo che hanno in estate sono unici. Quindi in onore ai pomodori di stagione e alla cittá che per me piú di ogni altra sa di  sole ed estate, Napoli, ho optato per i pomodori alla napoletana come piatto del lunedì senza carne. Devo dire che le scelte proposte da Claudia Roden – lo so, continuo a tradire Mary McCartney, ma penso se ne farà una ragione – nel suo goloso libro “La vraie cusine de méditerranée toute simple” si stanno rivelando una fonte di ispirazione oltre le previsioni. Le indicazioni sono preziose e accessibili, ha selezionato piatti che solo all’apparenza possono sembrare banali ma nel prepararli, e poi mangiarli, rivelano una cura e un’attenzione profonda per identificare quelle combinazioni che esprimono davvero l’essenza della cucina mediterranea. Come questi pomodori alla napoletana (detti anche alla provenzale!) che si possono servire sia caldi sia a temperatura ambiente. Claudia li suggerisce fatti in forno ma io, visto il caldo, ho usato la  padella e sono venuti comunque squisiti, tanto che penso di riproporli nell’ormai imminente grigliata di fine luglio in un’ennesima variante: sulla brace!

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INGREDIENTI

4 grossi pomodori maturi ma sodi

1 cucchiaino di zucchero

40 grammi di pangrattato, meglio se fatto al momento

4 spicchi di aglio tritato finemente

4 cucchiaini di prezzemolo fresco

olio evo q.b.

sale e pepe q.b.

I PETALI DI ROSE  della foto nella ricetta non ci sono, ma le rose del giardino erano così invitanti e il contrasto fra bianco e rosso mi piaceva così tanto che ce li ho messi lo stesso. In fondo in fondo ho un animo poetico…. Ma vengo al dunque. Ho preso i pomodori e li ho aperti nel mezzo, ho tolto i semi cercando di non tagliare la buccia e non bucare il fondo, quindi li ho spolverati con lo zucchero (poco, mi raccomando) per togliere l’acidità prima di salarli leggermente e li ho passati in padella dove avevo messo a scaldare un filo di olio e una noce di burro (serve a evitare che l’olio bruci) lasciandoli cuocere a fuoco molto basso. Ho rapidamente mescolato tutti gli ingredienti in una terrina aggiustando la consistenza della farcia di pangrattato, aglio ed erbe aromatiche con olio e qualche goccia di acqua e ho farcito i pomodori, li ho coperti e ho ultimato la cottura sempre a fuoco dolce per una ventina di minuti sorvegliando che non si attaccassero sul fondo e aggiungendo, nel caso, un po’ di vino bianco secco. Li ho serviti caldi e profumati, ma penso siano buonissimi anche una volta freddi. Accompagnati da un bianco secco o una birra non pastorizzata e mangiati con del pane ai cereali o una focaccia alla ligure sono un apostrofo d’estate mediterranea.

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Dedicato a Vincenzo Cerami

NON SO SPIEGARE perché mi va di scrivere due righe di saluto a Vincenzo Cerami, scrittore e sceneggiatore di straordinaria bravura che se ne é andato come tutti i migliori in un assolato  giorno di luglio, ma il bello di un blog é anche la libertá di divagare dall’argomento portante. E io e la mia scrittura dobbiamo qualcosa a Cerami. Anni fa, infatti, mi é capitato di leggere il suo libro “Consigli a un giovane scrittore”, un manuale agile e veloce pieno di indicazioni e suggerimenti, appunto, per chi si vuole confrontare con lo scrivere in modo serio ma non serioso. E mi é piaciuto tanto,  almeno quanto, spero, mi é servito. Anche per questo, oltre  che per avermi regalato grandi emozioni con la sceneggiatura di “La vita é bella” ,  sono molto grata a Vincenzo Cerami. E poi il suo libro si chiude con una frase che, oltre a essere una metafora che invita a non dimenticare mai la semplice essenzialitá dei fondamentali della scrittura, é un ottimo viatico anche per  chi  aspira alla padronanza dell’arte di cucinare. Cerami infatti conclude il suo manuale consigliando al “giovane scrittore” di non dimenticare mai che nemmeno il cuoco piú raffinato quando deve fare un soffritto “mette in padella aglio e cipolla”.

Ciao Vincenzo.


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Meat free Monday, viva la pappa col pomodoro

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LA SCELTA di questo piatto povero e gustosissimo, magari un po’ invernale, è stata fatta per amore del mio primo nipote che adora tutto quanto commestibile che contenga pomodoro. Meglio se in forma di salsa e condimento, ma anche l’insalata con i pomodori (che galleggiano nell’aceto!) riesce a provocargli un moderatissimo entusiasmo, quindi, visto che abbiamo passato insieme qualche giorno, ecco in tavola uno dei piatti principe del riutilizzo domestico che rallegrano la vista e calmano il portafoglio. È vero, non è un piatto né di tendenza né raffinato, nemmeno il primo che puó venire in mente in un menú vegetariano, peró  cucinato come si deve  piace sempre e mette allegria. E non mi soffermeró a commentare quanto ci sia bisogno di stare allegri,  i consigli su come sorridere ai guai in dieci mosse li trovate da un’altra parte. Mi limito solo a ribadire il concetto base: un piatto preparato con passione e usando materie prime di qualitá é un vero antidoto al malumore, specie quello sempre in agguato quando si tratta di fare bilanci economici.

INGREDIENTI

Mezzo chilo  di pane toscano vecchio di uno o due giorni

1,5 chili di pomodori maturi spellati

 3 spicchi di aglio

Brodo q.b.

Olio evo q.b.

Una manciata di foglie di basilico  fresco per guarnire

Sale e pepe q.b.

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PER PREPARARE una buona pappa col pomodoro sembrerá strano ma bisogna cominciare dal brodo che deve essere leggero nella consistenza, ma pieno di sapore. Quindi niente manzo o vitello,  piuttosto un ricco brodo vegetale, come impone anche il lunedí senza carne. Fatto il brodo, ho preso tre spicchi di aglio e li ho messi interi in una capiente casseruola insieme a un paio di cucchiai abbondanti di olio evo e li ho lasciati rosolare per circa tre minuti a fuoco medio, ho aggiunto il pomodoro sbucciato e tagliato grossolanamente a fette, facendolo insaporire per tre o quattro minuti sempre a fuoco medio mescolando di tanto in tanto per evitare che si attaccase sul fondo. A questo punto ho messo nella casseruola  il pane tagliato a fette (niente tocchetti perché cuociono male e restano duri) e l’ho fatto insaporire con il pomodoro e l’aglio per due minuti, quindi ho coperto col brodo lasciando cuocere a fuoco dolce per una mezz’ora o almeno finché il pane non ha assorbito tutto il brodo. Terminata la cottura, ho lasciato raffreddare con la pentola coperta e poi ho impiattato guarnendo con un giro d’olio evo a crudo e qualche fogliolina di basilico fresco. A me piace aggiungere anche una spolverata di pepe bianco  macinato sul momento, ma ai bimbi il pepe non piace e ho rinunciato.